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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20071203

Maturazione forzata Ad Personam

Crescere, invecchiare, maturare. Ci sono cose che cambiano, e che non vorremmo che cambiassero, perché sentiamo il loro mutamento come una perdita, un degrado. Ci sono cose che non cambiano, e che vorremo cambiare, per sentirci migliori. Ci sono cose che cambiano, ed il cui mutamento accettiamo con gioia, serenità o indifferenza, perché ci aprono nuove porte. Ed infine ci sono cose che non cambiano, e che non sentiamo il bisogno di cambiare, ma che dall'esterno vengono viste con occhio critico per la loro assenza di cambiamento.

Invecchiare è un processo crono­biologico: il semplice scorrere del tempo lo determina, e ne determina gli effetti ben oltre ogni nostro possibile tentativo di rallentarne il percorso.

Crescere è un processo fisico, ma soprattutto psico­emotivo: è la nostra formazione, le nostre esperienze, ed il modo in cui influenzano il nostro modo di vedere, vivere, pensare il mondo.

Maturare, infine, è un processo fisico, ma soprattutto psico­sociologico: è l'avvicinarsi all'idea che “gli altri” (adulti) hanno del (nostro) essere “adulti”.

Ecco. Io a volte mi chiedo perché si debba sottostare al giudizio altrui sulla velocità e la qualità e la direzione della nostra crescita; vorrei sapere chi e su quali basi ha stabilito o stabilisce quali comportamenti sono accetabili in un adulto e quali non lo sono, quali modi di vivere e pensare il mondo sono maturi e quali non lo sono.

È così difficile accettare che ciascuno trovi la propria strada nei modi e nei tempi che gli sono più consoni? È forse opportuno, o peggio ancora necessario, far vivere a qualcuno un conflitto (interiore e non) a cui altrimenti potrebbe non arrivare mai?

Da un lato, posso anche comprendere che il genitore voglia evitare al figlio un impatto troppo brusco con la durezza della vita; e posso anche accettare che la loro esperienza possa essere fonte di consigli per le nuove generazioni. Ma quanto spesso quello che dovrebbe essere proposta diventa imposizione, l'invito diventa ordine, il suggerimento critica?

Si affoga la ricchezza dell'individuo abituandolo a pensarsi inadeguato, non pronto, riempiendolo dei timori e delle paure che ci sono state scaricate dalle generazioni precedenti. C'è da sorprendersi che individui così tarpati, impossibilitati a cercare la propria realizzazione, si vadano a nascondere nelle religioni, nelle ideologie o negli sfoghi insensati?

Invece di coltivare il gusto della scoperta, della creazione, della trasformazione, della comunicazione, ci ritroviamo amareggiati, delusi, inaciditi, spaventati, cinici. Abbiamo bisogno di stampelle fisiologiche, emotive, spirituali perché la nostra crescita si atrofizza in una maturazione che non è nostra.

Come possiamo affermare con tanta sicumera di sapere quali tratti siano propri dell'età adulta, e quali siano solo limiti che ci siamo imposti o che ci sono stati imposti senza validi motivi? E anche per quei per cui si possa ragionevolmente affermare che siano propri dell'età adulta, cosa ci porta a credere che sia meglio imporli con insistenza ed assillo piuttosto che lasciarli scoprire naturalmente?

Ed infine, cosa ci porta a supporre, dalla nostra assolutamente limitata prospettiva, che la persona che vediamo crescere non abbia già di suo scoperto i tratti che le saranno necessari per sopravvivere da sola? Perché ci sentiamo in obbligo di continuare ad educarla secondo i nostri canoni, invece di porgere orecchio alle sue riflessioni, ai suoi dubbi ed alle sue paure? Perché distruggiamo le possibilità comunicative, dimenticandoci che sapevamo ascoltare, sapevamo persino indovinare i loro bisogni quand'erano infanti, mentre tutto in seguito diventa “sii una persona matura”?

È tanto difficile per gli altri accettare che si diventa adulti molto prima di quando il loro giudizio possa deciderlo?


Con la speranza che io mi ricordi di leggere queste mie parole quando sarò padre.

permalink | scritto da in data 3 dicembre 2007 alle 1:44 | Stampastampa
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