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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20090630

Sradicamento Diario

Le nostre radici non sono i giovinetti inchiappettati dall'aristocrazia greca e romana prima e dai preti cattolici poi; non sono la retorica del dio­patria­efamiglia con cui si lavavano le menti più deboli e malleabili nel secolo scorso; non sono l'illusione di essere grandi perché qualcuno che era vissuto nella stessa area geografica millenni prima aveva considerato proprio dominio terre migliaia di miglia più ad est ed una popolazione che non raggiungeva il doppio di quella italiana di oggi.

Le nostre radici sono i luoghi, gli ambienti, le cose, le persone che hanno caratterizzato la nostra vista, con cui abbiamo creato legami che ci hanno accompagnato e ci accompagnano anche a distanza di anni, anche a distanza di chilometri.

Capita che le nostre radici smettano di avere senso fuori di noi, che l'unica cosa che sopravvive allo sfaldamento imposto dal tempo (ma più spesso dall'agire degli altri esseri umani) sia la nostra memoria.

Non è qualcosa che accade all'improvviso, ma improvviso è il nostro rendercene conto, anche quando abbiamo avuto coscienza del decadimento: improvvisamente ci voltiamo indietro e ci accorgiamo di aver superato l'ultima uscita, il punto di non ritorno. Dalle radici, ormai solo monconi secchi, non arriva più linfa. E tanto più è violento l'impatto quanto più le radici erano scese in profondità.

Ed il problema non è tanto nelle radici, quanto nel terreno, un terreno riarso, desertificato da un'ondata di sale. Un terreno senza futuro, senza speranza. Ed allora le radici che fino ad allora ti hanno nutrito diventano un'ancora, ed allora forse tanto meglio varrebbe essere come quei rotolacampi archetipici dei film western.

permalink | scritto da in data 30 giugno 2009 alle 19:39 | Stampastampa
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