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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20090811

Puerto Escondido Diario

Hai in mente qualcosa; un'idea, un progetto, un modello, un sogno; l'uomo perfetto, la donna ideale, la casa dei tuoi sogni, l'automobile che avresti sempre voluto guidare, una società civile.

La realtà in cui vivi ti offre tutt'altro; la persona giusta, se esiste, vive in un altro continente e non v'incontrerete mai; l'automobile che avresti sempre voluto guidare non la costruiranno mai perché non avrebbe mercato (a parte te); la casa dei tuoi sogni non potrai godertela perché, se mai riuscirai a farla costruire, sarà sul finire dela tua vita; la società in cui vivi non ammette la servitù, oppure richiede che ci si asservi per sopravvivere (a volte anche ambo le cose insieme).

Se hai tempo e denaro puoi dedicarli alla realizzazione di alcune di queste idee, di questi progetti1. Altrimenti non ti rimane che sperare, cercare, o accontentarti di quello che trovi intorno a te. Ma se davvero finisci con l'accontetarti, quell'idea non era la tua idea, quel progetto non era il tuo progetto, quel modello non era il tuo modello, perché te ne sei potuto disfare per prendere quello che ti veniva proposto.

Magari non hai gusti complicati; anzi, l'idea che hai è semplice, se fosse ingegneristica sarebbe persino efficace, efficiente; è talmente semplice che persino la più banale alternativa corrente che ti viene proposta è eccessiva, forse persino barocca, e la tua idea semplice diventa, paradossalmente (ed etimologicamente), ricercata.

È mia esperienza che per le cose importanti la ricerca, in realtà, non porti mai al risultato voluto. Nel concentrarsi sulla ricerca si perde di vista l'idea di partenza; l'idea che era tua viene stinta, deformata da tutte le alternative cui vieni incontro, finché non finisci con il cedere, forse per disperazione, forse per impazienza; né si ha più successo attendendo che capiti.

L'obiettivo, la realizzazione dell'idea, del progetto, del modello, del sogno, non si trova sotto il nostro naso, ma nemmeno sulla strada maestra che ci impegneremo a percorrere per cercarlo, per raggiungerlo. Se davvero è importante, se davvero è il nostro, lo troveremo per caso, in una deviazione secondaria, in un momento diverso, e sarà nascosto, sepolto, quasi invisibile, ed il nostro occhio vi cadrà sopra quasi per sbaglio, mentre guardavamo ad altro; lo prenderemo distratti, forse sorridendo perché sembra così fuori luogo, ed improvvisamente ci stravolgerà, perché era esattamente quello che volevamo, e non riusciremo quasi a crederci. .

permalink | scritto da in data 11 agosto 2009 alle 23:39 | Stampastampa
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