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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20040911

Quanto basta Diario

La Rosa Rossa dice di essere contenta di aver ricevuto risposta. Ne sono lieto. A volte basta talmente poco fare felice qualcuno: un gesto, una parola; un sorriso. Non darà loro una felicità duratura, forse non sarà nulla più che un momentaneo sollievo. Perché le felicità a lungo termine vanno costruite, con cautela, con attenzione, con dedizione. E talvolta sembrano essere nulla più che castelli di carta. Perché a volte basta davvero poco anche per rendere qualcuno infelice: un gesto, una parola sbagliati, nel momento sbagliato; anche quando compiuti con le migliori intenzioni, ma sempre con incosciente innocenza. Le nostre vite sono così pericolosamente in equilibrio, che sono proprio questi piccoli gesti, in un verso o nell'altro, che ne determinano veramente la qualità. Ogni giorno che abbiamo vissuto ricevendo in maggior numero quei piccoli gesti che dànno serenità, soddisfazione, ci dimenticheremo di tutti i piccoli misfatti che ci avrebbero altrimenti rovinato la giornata. Viceversa, giungeremo a sera chiedendoci perché la nostra giornata sia stata così spiacevole, talvolta persino senza riuscire ad identificare ``l'evento´´ che ce l'ha rovinata. Perché questi piccoli gesti hanno un effetto cumulativo. E così lo stress che si accumula pochino per volta, il motorino che rischiamo di mettere sotto, il pedone che attraversa senza guardare, il clacson suonato senza motivo, tutto si ammassa finché qualcosa non fa arrivare al punto di rottura, e per un nonulla esplodiamo, inveiamo, magari ferendo chi ci sta vicino e che non ha altra colpa che quella di aver detto, appunto, la parola sbagliata nel momento sbagliato. E viceversa, le piccole cose, l'autista che capisce che devi parcheggiare, e si ferma ed aspetta pazientemente; l'autista che lascia che tu ti immetta in corsia; la commessa che ti saluta con un ``buongiorno´´ non affettato ed imbronciato, e ti accompagna con un ``grazie ed arrivederci´´; ed improvvisamente abbiamo vissuto una giornata serena e piacevole; non perché non è successo nulla di male, ma perché sono successe tante piccole cose belle. E con uno sforzo minimo, spesso siamo noi a poter fare questo per gli altri. Talvolta lo facciamo, consciamente o incosciamente; talvolta, la nostra giornata grigia ci impedisce di essere il sole di quella degli altri: perché non viene spontaneo sorridere, se hai solo pensieri cupi in testa. Eppure, è proprio il caso di dirlo (e poi, diamine, ho detto che è il mese per queste cose!), una mano lava l'altra: il piccolo sforzo per sorridere, per fermarsi senza essere impazienti, per non suonare quel clacson se non v'è motivo, può allegerire la nostra giornata, e non solo quella degli altri. La cosa che mi chiedo, poi, è quanto i piccoli gesti solari possono aiutare quando invece l'orrore della giornata è reale, perché qualcosa di grave è successo davvero, e non vi è stata solo la stratificazione dei piccoli attriti. Mi piace pensare che un gran numero di piccoli gesti solari possa allievare in maniera significativa il dolore, la paura, la stanchezza di una giornata nata infelice. Eppure mi chiedo se davvero è così, quando tutto sembra piuttosto indicare che è più facile distruggere che creare.

permalink | scritto da in data 11 settembre 2004 alle 19:16 | Stampastampa
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