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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20060127

Esperienza e conoscenza Risposte

Riporto qui una osservazione che m'è venuta in mente a questo proposito.

Immagina una grande stanza piena di oggetti e di pitture.

Immagina un cieco che si aggira per questa stanza. Agli inzi andrà a sbattere contro ogni ostacolo, ma lentamente comincerà a memorizzare la posizione e la forma di ognuno degli oggetti che incontra, e con cui si scontra, ed infine (idealmente prima della sua fine) sarà in grado di muoversi per la stanza con assoluta libertà, e di dirti con precisione dove si trova rispetto a tutti gli altri oggetti. Ma non potrà mai godere degli accostamenti cromatici tra oggetti vicini, oh degli spendidi disegni che ornano pareti e soffitto, o delle figure che le mattonelle tracciano sul pavimento.

Questa è la conoscenza che deriva dall'esperienza.

Immagina ora una persona che ferma sulla porta si guarda attorno con curiosità, ma senza entrare nella stanza. Egli potrà arrivare a conoscere ogni dettagli visibile di quanto contenuto nella stanza, ma non potrà mai sapere quanto di ciò che vede sia un trompe l'œil e quanto sia reale e fisicamente presente.

Questa è la conoscenza che deriva dallo studio.

La riporto perché in qualche modo, nella sua incompleta rapidità, potrebbe servire come piattaforma di lancio per lo sviluppo di una serie di riflessioni su cui rimugino da tempo, l'importanza dei sensi. Ma è una cosa che dovrà ancora aspettare.

Per ora, mi limiterò a citare nuovamente Piet Hein ed il suo gruk:

The road to wisdom? -- Well it's plain
and simple to express:
Err
and err
and err again
but less
and less
and less

E per chi non ne avesse abbastanza, Una pagina di aforismi sull'insegnamento.

permalink | scritto da in data 27 gennaio 2006 alle 11:39 | Stampastampa
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