.
Annunci online

oblomov

Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

La bisaccia del monaco

20070717

Illuminazione La bisaccia del monaco

Segno di matura saggezza è comprendere la differenza tra intervenire ed interferire

permalink | scritto da in data 17 luglio 2007 alle 16:02 | Stampastampa
Commenti Commenti (0) (pagina)
Clicca qui per leggere i commenti o per commentare

20060327

Il quarto dono La bisaccia del monaco

Il vecchio trasse dalla bisaccia un pasticcio.

Abbiamo già mangiato, ricordò il giovane.

Il vecchio spezzò il pasticcio e ne porse metà al giovane.


Il quarto dono, disse, è quello del piacere, e del suo trionfo sul bisogno. Poiché tutto ciò che nasce dal bisogno è grezzo, gretto, meschino. Che sia dunque il piacere a guidarti, perché ciò di cui non puoi fare a meno ti abbassa, ed è ciò che cerchi perché ti dà piacere che ti eleva.

Il giovane ascoltò perplesso, sbocconcellando, memore di ben altri insegnamenti.

Lusso ed edonismo non conducono forse alla perdita della propria natura, della propria forza?

Il vecchio sorrise, spolverandosi le mani dalle ultime briciole

Quando ciò che ti guida diventerà fine a se stesso, propria meta, allora saprai di stare percorrendo la strada sbagliata.


permalink | scritto da in data 27 marzo 2006 alle 23:25 | Stampastampa
Commenti Commenti (0) (pagina)
Clicca qui per leggere i commenti o per commentare

20050822

Il terzo dono La bisaccia del monaco

Dal picco della montagna puoi vedere il mare che si frange sulla costa, ed il sole che sorge dalle acque, e dove tramonta oltre l'orizzonte; ma non puoi scorgere la lince che sotto le fronde insegue la preda.

Del falco in volo non puoi distinguere le penne, eppure egli vede ogni singolo gesto delle tue dita.

Il terzo dono è quello della vista.


Il più anziano sollevò il bastone ed indicò la parete rocciosa che li sovrastava

Ma a cosa ti serve vedere, se non sai leggere ciò che vedi? A cosa di serve leggere, se non capisci? A cosa ti serve capire, se non agisci?

La via che attraversi è piena di segni; sono lì perché lì li hanno lasciati altri, affinché altri ancora li leggessero, e capissero ed agissero; e sono lì perché lì li hanno lasciati altri, affinché tu li leggessi, e capissi ed agissi; ed altri ancora sono lì perché tu stesso li hai lasciati, affinché in seguito ti ricordassero ciò che avevi già capito; ed infine, altri ne lascerai affinché chi verrà dopo di te possa sapere.

Ma non tutti i segni sono sotto il tuo sguardo, e non tutti i segni portano con sé il segno che li caratterizza come segni.


``E la vera vista è vederli tutti?´´ chiese il più giovane.

Ma a cosa ti serve vedere, se non sai leggere ciò che vedi? A cosa di serve leggere, se non capisci? A cosa ti serve capire, se non agisci?



permalink | scritto da in data 22 agosto 2005 alle 3:07 | Stampastampa
Commenti Commenti (0) (pagina)
Clicca qui per leggere i commenti o per commentare

20040628

Il secondo dono La bisaccia del monaco

Il secondo dono è quello della conoscenza; con essa, il potere. Poiché la conoscenza è potere.

Ciò che sai ti dà potere, e così ciò che gli altri sanno che tu sai, ma anche ciò che gli altri non sanno che tu sai. E la saggezza risiede nel sapere quando far sapere agli altri. Ed è un tale potere, questo, che persino il non sapere, ed il far credere agli altri di sapere, è talvolta già un'arma pericolosa.

Il sapere distrugge e crea, ma da solo il sapere altro non è che un coltello in un cassetto. Il sapere va usato, e bisogna sapere come usarlo. Se saprai quando rivelare ed insegnare e quando nascondere e tacere, avrai il controllo dei destini del mondo. Ma se non saprai controllare la comunicazione della tua conoscenza, riverserai sul mondo un tumultuoso torrente, e con esso verranno solo dolore e distruzione.


Il più giovane vide se stesso che guardava il più anziano che guardava lui, ed ebbe paura.

permalink | scritto da in data 28 giugno 2004 alle 11:55 | Stampastampa
Commenti Commenti (3) (pagina)
Clicca qui per leggere i commenti o per commentare

20040617

Il primo dono La bisaccia del monaco

Il più anziano si sedette infine, ed attese che il giovane cessasse di andare di qua e di là, di fare domande ed azzardare risposte, di guardarlo come a chiedere conferma, uno sguardo di approvazione.


Il mio primo dono è quello del silenzio. Poiché non tutto ciò che può essere detto deve essere detto, ed il respiro e la pausa fanno parte della melodia quanto il ritmo ed il suono.

Un grande amico è colui al fianco del quale puoi sedere in silenzio, senza che sorga imbarazzo.

Nel silenzio si trovano risposte che nessuna voce potrà mai dare, nessuna parola mai racchiudere.

Il silenzio può essere cercato e donato, ma non può essere richiesto o estorto.

Il silenzio comunica ed educa, ma bisogna saperlo ascoltare.

“Non capisco,” disse il più giovane “a cosa mai può servire qualcosa che per essere espressa deve essere infranta?”

permalink | scritto da in data 17 giugno 2004 alle 0:30 | Stampastampa
Commenti Commenti (1) (pagina)
Clicca qui per leggere i commenti o per commentare
marzo