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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Ad Personam

20090326

Sensazioni Ad Personam

Rileggerle
e sentire ancora
i brividi di allora

permalink | scritto da in data 26 marzo 2009 alle 22:51 | Stampastampa
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20090129

Messaggio segreto ma non troppo #11: le gonne Ad Personam

Ah, le gonne!

Skirts

Skirts - Visual Dictionary - Copyright © 2005-2009 - All rights reserved.

Skirts 2

Skirts 2 - Visual Dictionary - Copyright © 2005-2009 - All rights reserved.

Skirt 3

Skirt 3 - Visual Dictionary - Copyright © 2005-2009 - All rights reserved.

permalink | scritto da in data 29 gennaio 2009 alle 23:28 | Stampastampa
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20080610

Estateunitense Ad Personam

Auguri Sorella Maggiore.

permalink | scritto da in data 10 giugno 2008 alle 12:13 | Stampastampa
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20071203

Maturazione forzata Ad Personam

Crescere, invecchiare, maturare. Ci sono cose che cambiano, e che non vorremmo che cambiassero, perché sentiamo il loro mutamento come una perdita, un degrado. Ci sono cose che non cambiano, e che vorremo cambiare, per sentirci migliori. Ci sono cose che cambiano, ed il cui mutamento accettiamo con gioia, serenità o indifferenza, perché ci aprono nuove porte. Ed infine ci sono cose che non cambiano, e che non sentiamo il bisogno di cambiare, ma che dall'esterno vengono viste con occhio critico per la loro assenza di cambiamento.

Invecchiare è un processo crono­biologico: il semplice scorrere del tempo lo determina, e ne determina gli effetti ben oltre ogni nostro possibile tentativo di rallentarne il percorso.

Crescere è un processo fisico, ma soprattutto psico­emotivo: è la nostra formazione, le nostre esperienze, ed il modo in cui influenzano il nostro modo di vedere, vivere, pensare il mondo.

Maturare, infine, è un processo fisico, ma soprattutto psico­sociologico: è l'avvicinarsi all'idea che “gli altri” (adulti) hanno del (nostro) essere “adulti”.

Ecco. Io a volte mi chiedo perché si debba sottostare al giudizio altrui sulla velocità e la qualità e la direzione della nostra crescita; vorrei sapere chi e su quali basi ha stabilito o stabilisce quali comportamenti sono accetabili in un adulto e quali non lo sono, quali modi di vivere e pensare il mondo sono maturi e quali non lo sono.

È così difficile accettare che ciascuno trovi la propria strada nei modi e nei tempi che gli sono più consoni? È forse opportuno, o peggio ancora necessario, far vivere a qualcuno un conflitto (interiore e non) a cui altrimenti potrebbe non arrivare mai?

Da un lato, posso anche comprendere che il genitore voglia evitare al figlio un impatto troppo brusco con la durezza della vita; e posso anche accettare che la loro esperienza possa essere fonte di consigli per le nuove generazioni. Ma quanto spesso quello che dovrebbe essere proposta diventa imposizione, l'invito diventa ordine, il suggerimento critica?

Si affoga la ricchezza dell'individuo abituandolo a pensarsi inadeguato, non pronto, riempiendolo dei timori e delle paure che ci sono state scaricate dalle generazioni precedenti. C'è da sorprendersi che individui così tarpati, impossibilitati a cercare la propria realizzazione, si vadano a nascondere nelle religioni, nelle ideologie o negli sfoghi insensati?

Invece di coltivare il gusto della scoperta, della creazione, della trasformazione, della comunicazione, ci ritroviamo amareggiati, delusi, inaciditi, spaventati, cinici. Abbiamo bisogno di stampelle fisiologiche, emotive, spirituali perché la nostra crescita si atrofizza in una maturazione che non è nostra.

Come possiamo affermare con tanta sicumera di sapere quali tratti siano propri dell'età adulta, e quali siano solo limiti che ci siamo imposti o che ci sono stati imposti senza validi motivi? E anche per quei per cui si possa ragionevolmente affermare che siano propri dell'età adulta, cosa ci porta a credere che sia meglio imporli con insistenza ed assillo piuttosto che lasciarli scoprire naturalmente?

Ed infine, cosa ci porta a supporre, dalla nostra assolutamente limitata prospettiva, che la persona che vediamo crescere non abbia già di suo scoperto i tratti che le saranno necessari per sopravvivere da sola? Perché ci sentiamo in obbligo di continuare ad educarla secondo i nostri canoni, invece di porgere orecchio alle sue riflessioni, ai suoi dubbi ed alle sue paure? Perché distruggiamo le possibilità comunicative, dimenticandoci che sapevamo ascoltare, sapevamo persino indovinare i loro bisogni quand'erano infanti, mentre tutto in seguito diventa “sii una persona matura”?

È tanto difficile per gli altri accettare che si diventa adulti molto prima di quando il loro giudizio possa deciderlo?


Con la speranza che io mi ricordi di leggere queste mie parole quando sarò padre.

permalink | scritto da in data 3 dicembre 2007 alle 1:44 | Stampastampa
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20071116

Ciao Grande Capo Ad Personam

Non ti ringrazierò mai abbastanza

permalink | scritto da in data 16 novembre 2007 alle 11:32 | Stampastampa
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20071026

Ma la prossima volta … Ad Personam

Auguri Sorella di Mezzo, ma la prossima volta mangiamola noi la torta dell'Affine

permalink | scritto da in data 26 ottobre 2007 alle 23:56 | Stampastampa
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20071013

Contro il clientelismo/#2 Ad Personam

La discussione continua:

Sinceramente, betti, non me ne potrebbe fregare di meno se federica86, Sheera, paparella e dani si sentono offesi dal mio esprimere la mia opinione su di loro.

Anzi, il fatto stesso che si offendano così dimostra che loro sanno già benissimo quanto sia immonda la loro adesione a questo merdoso meccanismo: non a caso provano a pararsi il culo dicendo che è per loro una 'necessità' (vedi ad esempio questo messaggio di federica86), come se loro fossero vittime e non perpetratori di questo orrendo e meschino meccanismo.

Come vedi, non c'è nessuno da educare, e nulla da argomentare. Questi, diciamo, "individui" (visto che merde me lo censurerebbero) non riescono nemmeno a concepire che ci possa essere qualcuno a cui il meccanismo della raccomandazione, il favoritismo, il clientelismo fa veramente schifo, e che lo rifiuti integralmente: ed infatti hanno dato subito dell'"ipocrita" a chi ha osato pronunciarsi contro (nello specifico, Azalais in questo messaggio.

E non parliamo poi del loro difendersi dietro la libertà di parola, come se qualcuno avesse impedito loro di esprimere la loro opinione. Sono forse stati censurati? No. Ma come loro sono liberi di esprimere la loro opinione, così devo esserne libero io, e la mia opinione è che i succitati altro non siano che escrementi umani. Loro lo trovano offensivo? Si grattino: io trovo offensivo che esista gente che la pensi come loro, ma non per questo vado in giro a sopprimerli.

La gente che aderisce a meccanismi immondi perché la propria etica vi è affine è immonda quanto il meccanismo a cui aderisce. Ma la gente che vi aderisce nonostante a parole disprezzi il meccanismo è ancora peggio, perché non solo dimostra di avere un'etica che non rinnega questi meccanismi, ma perché per di più ha l'ipocrisia di dire che la pensa diversamente.

Immondi sono ed immondi resteranno, che mi si permetta di dirlo o meno.

Ed un ringraziamento a coloro che hanno espresso supporto alle mie parole. È rassicurante scoprire di non essere soli.

permalink | scritto da in data 13 ottobre 2007 alle 11:32 | Stampastampa
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20071011

Contro il clientelismo/#1 Ad Personam

Nel caso ci si chiedesse come funzionano certi meccanismi, basta leggere certe discussioni.

La mia risposta, prima di ogni eventuale possibile intervento dei moderatori:

Ora, che il livello del forum sia progressivamente calato raggiungendo livelli di idiozia, inutilità e piattume paragonabili a CioèGirl o chissà che, si sapeva. Ma questo sondaggio (aperto, lo ricordo, da un troll) ha il pregio, se così si può dire, di far vedere quanta merda ci sia in giro. E mi riferisco, nel caso non si fosse capito, a Sheera, enjoy, federica86, paparella, dani e quanti altri hanno risposto e risponderanno "che ben venga".

Merda

Ecco quello che siete.

Siete la più immonda e schifosa merda mai apparsa sulla faccia di questo pianeta. Siete depositari della mentalità che fa della Sicilia la merda del meridione, del meridione la merda dell'Italia, e dell'Italia la merda dell'Europa; la mentalità becera e meschina del clientelismo e dell'ammanicamento; la mentalità dei leccaculo, degli incapaci che riescono tuttavia ad andare avanti, sorpassando i meritevoli, perpetrando all'infinito questi disgustosi meccanismi.

È per colpa vostra se il nostro sistema sanitario è nella merda; è colpa vostra se il nostro sistema educativo fa acqua da tutte le parti; è colpa vostra se di generazione in generazione cambiano i nomi dei professori all'università, ma i cognomi sono sempre gli stessi; è colpa vostra se i soldi delle tasse finisco dritti nelle tasche dei politicanti e dei loro amici invece che nei servizi che dovrebbero essere resi.

Nel preciso istante in cui accettate una raccomandazione, nel preciso istante in cui diventate parte del meccanismo che causa tutto questo, nel preciso istante in cui vi sembra che "ben venga", voi diventate responsabili, voi diventate parte integrante della merda in cui stiamo affogando.

Chi non è capace non merita di andare avanti. Ed il fatto che questi meccanismi siano ora preponderanti non giustifica il vostro aderirvi, poiché nel momento stesso in cui vi aderite voi ne siete la giustificazione. "Così fan tutti" non è una scusante: è un'aggravante: è il motivo per cui questi meccanismi si perpetuano

Siete la fogna del mondo

Anzi no, perché almeno le fogne svolgono un importantissimo compito.


So già che questo messaggio verrà moderato, e ci sono ottime probabilità che io mi becchi con questo il mio primo ammonimento. Ma non c'è nulla di cui io debba o possa pentirmi.

Scusate, ma certe cose mi fanno solo incazzare.

permalink | scritto da in data 11 ottobre 2007 alle 23:34 | Stampastampa
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20070927

Messaggio segreto ma non troppo #10: amare dolcezze Ad Personam

Il 100% non è necessariamente meglio.

permalink | scritto da in data 27 settembre 2007 alle 20:31 | Stampastampa
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20070920

Messaggio segreto ma non troppo #9: a posteriori Ad Personam

Non è che non ci creda. Ma io stesso ho sempre difficoltà a rendermi conto di quanto sono fortunato, di come sempre tutto sembra volgere per il meglio.

permalink | scritto da in data 20 settembre 2007 alle 23:52 | Stampastampa
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20070718

E siamo pace Ad Personam

Io ti ho portato a vedere quella mezza cacata di Spiderman 3, e tu mi hai portato a vedere quella mezza cacata di Harry Potter e l'Ordine della Fenice.

permalink | scritto da in data 18 luglio 2007 alle 1:47 | Stampastampa
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20070610

Tanti auguri a te! Ad Personam

Faccio i miei migliori auguri alla mia Sorella Maggiore, con i complimenti per il traguardo raggiunto. Ah, e ho trovato un regalo spettacoloso.

permalink | scritto da in data 10 giugno 2007 alle 21:40 | Stampastampa
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20070402

Messaggio segreto ma non troppo #8: fa più freddo senza Ad Personam

permalink | scritto da in data 2 aprile 2007 alle 0:20 | Stampastampa
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20061121

Messaggio segreto ma non troppo #7: taxi Ad Personam

Se mi pesa riaccompagnarti a casa non è mica solo perché devo uscire di casa.

permalink | scritto da in data 21 novembre 2006 alle 21:54 | Stampastampa
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20061024

Messaggio segreto ma non troppo #6: una volta ciascuno Ad Personam

Punge

permalink | scritto da in data 24 ottobre 2006 alle 20:21 | Stampastampa
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20061021

Messaggio segreto ma non troppo #5: elastico per capelli Ad Personam

Ogni tanto ne trovo uno nei posti più impensabili. Altre volte, almeno, i posti pensabili lo sono.

permalink | scritto da in data 21 ottobre 2006 alle 13:15 | Stampastampa
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20061009

Messaggio segreto ma non troppo #4: sessione Ad Personam

Perché, come sai, mi piacciono certe simpatiche false etimologie. Ed anche per oggi ci stava bene.

permalink | scritto da in data 9 ottobre 2006 alle 23:27 | Stampastampa
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20060908

Messaggio segreto ma non troppo #3: camera oscura Ad Personam

Molto particolari, quelle con il dito davanti al flash. Un effetto da studiare.

permalink | scritto da in data 8 settembre 2006 alle 22:04 | Stampastampa
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20060824

Messaggio segreto ma non troppo #2: la pesca Ad Personam

Piccola nota celebrativa per la sua pelle.

permalink | scritto da in data 24 agosto 2006 alle 0:32 | Stampastampa
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20060817

Messaggio segreto ma non troppo #1: le renard Ad Personam

“Le Petit Prince” sul letto, appena più giù del cuscino, con un biglietto dell'Argentina al capitolo della volpe.

permalink | scritto da in data 17 agosto 2006 alle 9:26 | Stampastampa
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20060404

Quanta pazienza Ad Personam

La prosciugherò fino all'ultima stilla
e ne tesserò il nido per il tuo riposo

permalink | scritto da in data 4 aprile 2006 alle 14:07 | Stampastampa
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20060301

Aiuto! Ad Personam

Cercare
un angolo nascosto di mondo
per potere gridare
aiuto!
che nessuno mi senta
e ridere e gioire
e volere fuggire

permalink | scritto da in data 1 marzo 2006 alle 23:45 | Stampastampa
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20060117

La rete del passato Ad Personam

Dovrei smettere di perdere tempo girando per i blog; non si sa mai cosa si finisce con il trovare.

Ho sempre detto che non mi piace viaggiare da solo, voglio avere qualcuno con cui condividere i ricordi. Immagino sia naturale, nella costante ironia che è la vita, finire invece con il rimpiangere una cosa del genere. È quanto è successo ad esempio nel leggere il nome di una capitale europea come titolo di un blog. I ricordi di allora sfumano, rimangono solo immagini nella mia mente, e foto; delle sensazioni e delle emozioni di allora non trovo più nulla, e questo vuoto viene riempito dalla triste angoscia che prende alla bocca dello stomaco e di cui avevo scoperto il nome per caso leggiucchiando in giro ma che adesso non ricordo.

L'articolo di ieri sul suddetto blog mi colpise; il testo mi avrebbe colpito comunque, ma andarlo a leggere su quel blog (per il nome, poiché non so chi ci sia dietro) mi colpisce doppiamente. Mi colpisce perché potrebbe beinissimo venirmi dedicato, ed il nome di Praga lo associa automaticamente alla persona che me lo potrebbe dedicare.

La mia mania per la lingua originale mi porta a scoprire che l'attribuzione al De Profundis di Oscar Wilde è erronea (il progetto Gutenberg ha il testo completo), così mi ritrovo senza sapere di chi veramente siano quelle parole. La cosa forse non ha molta importanza (anche se il tutto perde certamente in eleganza), giacché ciò che resta realmente è quanto le esperienze di tutti si somiglino e siano differenti. Le vite degli esseri umani sono grandi tratti di pennellessa: si muovo tutte quante grosso modo nella stessa direzione, accavallandosi e sovrapponendosi; sono spesso parallele, eppure ogni signolo pelo traccia un percorso leggermente diverso. Forse c'è più di una pennellessa a tracciare queste grandi linee sulla Tela, forse ogni tanto la vita di ciascuno di noi passa dall'una all'altra, e i piccoli frammenti sono simili ora alla vita di quello ora alla vita di quell'altro.

Ma il tratto non viene mai cancellato.

permalink | scritto da in data 17 gennaio 2006 alle 12:59 | Stampastampa
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20050823

Chez toi Ad Personam

... pensavo di restare finché tu non fossi tornata, ma diventa sempre più difficile.

I due giorni passati sono stati pieni, tra il compleanno di mia madre e quello di Alex buona parte del tempo è stata occupata da altro, sebbene questo altro fosse spesso un richiamo a te.

Ora tuttavia, che dovrei tornare a riempire il mio tempo con lo studio, scopro di non riuscire a farlo; leggo una, due pagine, ma tutto ciò che leggo mi risulta noioso, o perché troppo scontato o perché troppo artificioso. La molla ha perso la carica, se non addirittura l'elasticità.

Forse potrei trovare cose leggere con cui riempire questa attesa, cose che sempre mi appassioneranno, come la lettura dei fumetti. L'ho fatto. Non basta. Avrei bisogno di una scorta infinita di arretrati e novità, per lasciar cadere tutto il resto nell'oblio.

Ed anche allora, troppe cose mi riporterebbero a te, perché la nostra mente non lavora per pensieri esprimibili a parole, ma per incastri, analogie e parallelismi, ed ogni singolo stimolo sensoriale porta con sé una catena di concetti ed entità che occupano la mente, anche quando vi passano attraverso solo rapidamente, lasciando indistinte sensazioni di déjà vu.

Ho pensato a tante cose da dirti, in questi giorni. Belle, brutte; dolci, irate. Credo di aver attraversato tutto lo spettro (suppongo usuale) di sensazioni che si provano in circostanze del genere. Mi serve almeno a prendere coscienza di tutto ciò che so in maniera più solida, sebbene non mi sia difficile immaginare come tutto verrà cancellato se e quando succederà di nuovo. Per lo meno, grazie a qualcuno che non so chi è (o forse sì), so che tutto ciò ha un nome (ovviamente; cosa non ha un nome?).

E come sempre quando penso a cose da dire, mi sono fatto, letterlamente, un film; ho immaginato la scena, le scene. Spezzoni sconnessi, talvolta contraddittori. Una data plausibile mi sembrava il 24, domani, ma ho poi considerato che con la sopraggiunta libertà non hai motivo di essere qui prima di domenica, e che passerai quanto più tempo potrai con tuo fratello.

Ogni tanto mi alzo, mangio un po' della frutta che ho portato giù da Pedara, e passeggio per la casa. È abbastanza in disordine, e mi torna in mente che dovrei portarmi via tutto ciò che è mio, portare giù tutto ciò che è tuo, mettere un po' in ordine, lasciare le chiavi ad una persona di fiducia e lasciar perdere tutto. E so anche che molto probabilmente non lo farò, poiché raramente faccio le cose sagge che penso.

Prendere coscienza di ciò che sei, o sei diventata, per me non mi aiuta, poiché nonostante il mio daltonismo sono in grado di distinguere le sfumature nei rapporti interpersonali, pur non essendo in grado di dedurre il comportamento adatto. Chissà se questo dipende dal mio essere geek (ma meglio qui) e dal suo legame con la sindrome di Asperger. Più probabilmete, questa è solo la stessa suggestione che mi faceva formicolare le gambe quando leggevo la sezione sugli insetti del grande libro della Natura che avevo a casa (copertina diversa da quella nel link).

Ma sto divagando.

Pensavo, in origine, di spedirti un SMS con il cuore di questo messaggio. Poi un'email. So che comunque non riceverei risposta (come non l'ho ricevuta dopo averti inoltrato l'offerta di mia cugina per quel lavoro di grafica richiesto dall'istituto presso cui lavora lei —a proposito, fammi almeno sapere se ti interessa o no). Quindi l'ho scritto qui. Sbagliando, probabilmente, come al solito (e no, non mi sto commiserando).

Ti aspetto.



permalink | scritto da in data 23 agosto 2005 alle 16:57 | Stampastampa
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20050822

Fenice Ad Personam

(Sì, è una risposta ad una domanda che non esisterà mai)

Sarai feroce e terribile e stupenda, ed io sarò felice nel vederti in volo. Perché, che tu ci creda o no, io ti amo davvero, in qualche modo che non capisco, o che non so esprimere, o che non so esprimere perché non lo capisco, o che non capisco perché non so esprimerlo.

Mi spaventa quanto di te ho conosciuto, quanto conosco. Immeritatamente. Quanto di te ho capito, e quanto di te non capirò mai. Quanto so che sempre riuscirai a sorprendere, a sorprendermi. Ho le chiavi di troppo di tuo, nel senso fisico, nel senso metaforico. E mi spaventa l'averle. Ed ho coscienza di non aver diritto ad usarle. Sono un custode di qualcosa di segreto che non deve essere protetto.

Non parlerò, per ora, di cosa, e quanto, altro provo, poiché deve ancora maturare, e sgorgare. Anche se so già quando, e come, forse, succederà.

permalink | scritto da in data 22 agosto 2005 alle 3:32 | Stampastampa
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20050519

Divina è la donna mia Ad Personam

Nelle piccole cose del quotidiano
come nelle grandi pazze idee
nei capricci infantili
come nei saggi consigli
nell'ira
come nel piacere
desiderata, venerata
dolce, affettuosa
eppure altrove, diversa
scontrosa, acida
la corona ideali ai momenti di gioia
quasi da far paura
inarrivabile
ma sempre con me
poiché ella è
la Donna.

permalink | scritto da in data 19 maggio 2005 alle 10:09 | Stampastampa
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20050505

Quello che vedi Ad Personam

Mi viene in mente un viaggiatore. Lo immagino un po' come uno dei personaggi 'gangester' di Ale e Franz, forse con quello stesso tipo di atmosfera. E con una valigia in mano; una valigia non molto grossa, ma in qualche modo in quella valigia c'è tutto il suo mondo; un po' come la borsa di Mary Poppins.

È abbastanza buio, e il viaggiatore è in piedi sulla strada, davanti ad una casa. La strada, non so, forse è uno sterrato. Forse porta a quella casa, forse parte da quella casa, forse semplicemente ci passa davanti.

La casa forse ha un giardino, forse no. Se c'è, non è molto ben tenuto. Potrebbe persino essere semplicemente un'accozzaglia di erbacce, alte, lunghe, forse cattive e minacciose, vista anche l'ora. O forse non c'è proprio, il giardino, quindi non so se il viaggiatore è davanti al cancello o davanti ad una porta.

Il viaggiatore è in piedi e guarda verso la casa. Guarda la casa, forse, o il giardino, se c'è. Però non si capisce nemmeno se il viaggiatore sta solo passando di là, e si è fermato un attimo a riposare, anche se è in piedi; o se è appena arrivato lì dove forse voleva arrivare, e non lo nemmeno lui stesso, o forse lo sa ed esita prima di aprire quella porta, quel cancello, o di chiamare per vedere se c'è qualcuno in caso; o se invece sta giusto giusto andando via, è appena uscito da quella casa, e si volta a guardarla un'ultima volta, forse con nostalgia, forse felice; non si capisce dall'espressione del viso.

Quello che vede il viaggiatore è la parete di facciata; forse è grezza, solo mattoni su mattoni senza nemmeno una mano di intonaco; o forse invece è ornata in qualche modo, o forse entrambe le cose. Ci sono finestre, sia al piano terra sia al primo piano; sia più su, se la casa ha più di un piano; se ha un tetto e non una terrazza, il tetto è obliquo, e ci sono degli abbaini. In tutti i casi, tutte le finestre sono chiuse; o forse no, ma comunque da esse non sembra trapelare alcuna luce; non che si possa percepire in queste condizioni di luce, né da qui, da dove si trova il viaggiatore.

Cosa potrebbe dire il viaggiatore sulla casa? Può forse dire che la casa è disabitata, da anni? O che è abitata, ed il padrone non è in casa? E se il padrone è in casa, cosa può dire su di lui (o su di lei)? Sa se il padrone è a conoscenza della presenza di lui, il viaggiatore, lì in strada? Magari è lì che lo guarda da una di quelle finestre, forse dall'abbaino. O forse sa che il viaggiatore è lì, per un motivo o per un altro, e lui, il padrone di casa, se ne sta in salotto, al centro della casa. Ed il suo camino magari è acceso, ma il fumo non si vede, perché il comignolo è dall'altra parte della casa, perché le condizioni di luce non lo consentono, chissà.

Anche supponendo che il viaggiatore sia appena uscito da quella casa, quante di queste cose può sapere, quante di queste può solo indovinare? E quelle che sta indovinando, in base a cosa le indovina? E se ciò che lui farà ora, andarsene o provare a rientrare in quella casa, dipende da ciò che lui pensa che stia facendo il padrone di casa, eppure non lo sa, ma può solo indovinarlo, quanto di ciò che indovina dipende dalle sue (del viaggiatore) paure? Quanto dalle sue speranze? Quanto dalle sue reali intenzioni? E quanto da quello che sa, o che per lo meno crede di sapere, sul padrone di casa?

permalink | scritto da in data 5 maggio 2005 alle 13:35 | Stampastampa
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gennaio