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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Cose strane dal mondo

20080418

Come andrà a finire Cose strane dal mondo

Io non ne capisco di politica, come mi ha ricordato Hooverine osservando che la nostra è una repubblica parlamentare, e non presidenziale, e che stavolta abbiamo, se non altro, un'opposizione compatta.

È un vero peccato che con la schiacciante maggioranza che le future forze di governo hanno in entrambe le Camere, l'opposizione abbia ben poco da fare: anche con l'ostruzionismo più sfrenato, infatti, la cosa migliore che possano sperare di fare è di infilare qui e lì un emendamento … di facile bocciatura.

La cosa che sembra sfuggire a molti è che nel sistema parlamentare, almeno in quello italiano, a determinare quali leggi passino e come non è tanto la compattezza dell'opposizione, quanto quella della maggioranza: una maggioranza che voti compatta è un bulldozer: fa passare tutte le leggi che vuole lei, e blocca tutti gli emendamenti che non gli sono graditi. Solo nel caso di maggioranza divisa (come è capitato nei governi di centrosinistra) l'opposizione ha la speranza di poter avere un minimo effetto che non sia semplicemente un Bivoniano «protestiamo».

Potrei ad esempio porre qualche oziosa domanda sull'efficacia dell'opposizione durante il primo quinquennio berlusconiano (2001–2006), ma conoscendo la risposta sorvolerò.

L'unica cosa che l'attuale maggioranza parlamentare non può fare con la stessa facilità è cambiare la costituzione: non avendo la maggioranza dei due terzi (su 630 seggi alla Camera ne occorrono 420, contro i 346 della coalizione PdL-LN-MpA, su 315 al Senato ne occorrono 210, contro i 174 che ha ottenuto la la suddetta coalizione), nemmeno con l'eventuale appoggio esterno dell'Udc (36 seggi alla Camera, 3 al Senato), anche votando compatta la CdL potrebbe doversi vedere costretta a proporre la futura legge al vaglio del referendum.

Ora, immagino che non sia sfuggita a nessuno la somiglianza tra l'attuale configurazione della maggioranza parlamentare e quella del 1994. Le pretese della Lega Nord, anche allora all'8%, non sono diverse da quelle di adesso; è persino troppo banale pretendere che vada come allora, e che puntando i piedi con sufficiente forza Bossi stesso possa dare, per la seconda volta, una spallata al governo.

Si potrebbe pensare invece che Bossi abbia imparato l'importanza della coesione della maggioranza, durante il precedente quinquennio Berlusconi; ma non bisogna dimenticare che la maggioranza di allora non aveva bisogno della Lega, ed alla Lega faceva comodo non alzare troppo la voce. Questa volta, invece, se la Lega decidesse di lasciare la maggioranza, nemmeno un appoggio esterno dell'Udc potrebbe salvare il governo.

Viene perciò da chiedersi: fino a che punto Bossi si sentirà capace di portare il proprio braccio di ferro con Berlusconi (che, vorrei ricordarlo, alla caduta del suo primo governo disse che non si sarebbe più seduto ad un tavolo di trattative con «il signor Bossi» e che già dal caso Alitalia/Malpensa, prima ancora di cominciare, si trova sotto pressione)?

Non ci sono dubbi che Bossi porterà avanti aggressivamente le proprie istanze: ha il coltello dalla parte del manico. E Berlusconi cercherà di accontentarlo, nei limiti del possibile: spolvereranno le proposte bocciate nei precedenti referendum costituzionali, magari aggiungeranno qualcosa; riproporranno il tutto.

Dilemma atroce: accontentarsi di una maggioranza semplice, attendere i tre mesi necessari tra le due consultazioni, più quelli necessari per indire un referendum, e sperare che tutti coloro che hanno votato a destra votino sì, o prenderla con più calma, mettere su una bicamerale con Veltroni per decidere di comune accordo e risparmiarsi la consultazione popolare? Dopo tutto, se la bicamerale dovesse fallire, il referendum lo si dovrebbe fare comunque, ma sarebbero passato più tempo e non è difficile pensare che nel frattempo gli altri atti di legge portino il dubbio tra gli elettori.

Bossi non ripeterà l'exploit del 1994: non adesso; potrebbe ripensarci intorno al 2010, non è da escludere. Ma nel frattempo, l'intesa tra le parti della maggioranza è tanto alta su tanti temi che se anche si dovesse concretizzare l'«opposizione senza sconti» promessa da Veltroni, questa non servirebbe a nulla (cosa che Veltroni sa bene, a differenza di chi ha fiducia nel nostro parlamentarismo).

Leggo intanto su Repubblica.it un articolo che suscita il mio interesse per due motivi.

Il primo, ovviamente, è che sembra avallare la mia ipotesi sulla migrazione di voti. Cito:

Tute blu quasi benestanti, ben diverse da quelle che, sull'altro lato della strada, costruiscono i camion all'Iveco, la vecchia e gloriosa Om, e portano a casa i salari degli operai Fiat. "Alla Innse - aggiunge Angelo - molti abitano nei paesi delle valli bresciane. Con il passare del tempo si sono fatti la villetta a schiera. Una conquista che adesso hanno paura di perdere con l'aumento del costo della vita". Qui si chiede ai comunisti di contrattare l'aumento con il padrone, perché loro sono ancora i più bravi nel settore ("tremila euro all'anno, sputaci sopra"), e si chiede a Bossi di realizzare il federalismo fiscale. Il comunista ti porta i soldi ma è la Lega che li difende.

Ora, a parte la virgola mancante prima del ‘ma’ dell'ultima frase, può benissimo darsi che l'articolo sia solo un'aneddotica provocazione messa su apposta per alimentare i radical chic che la pensano come me. Oppure può darsi che ci sia qualcosa di vero, e che l'astensionismo (anche questo discusso nell'articolo) sia stato molto più importante di una fantomatica (ma non impossibile) migrazione di voti.

L'altro aspetto che colpisce, in quell'articolo, è che non sono mancati gli immigrati (messi in regola) che hanno sostenuto l'attuale maggioranza parlamentare. Con una legge voluta dal precedente governo (per sani principî o per sperare di racimolare qualche voto in più?), le galline hanno eletto la faina re del pollaio. (Ricordiamo il decreto Pisanu ed i suoi grotteschi effetti)

C'è chi sostiene che le ultime elezioni hanno dimostrato che il popolo italiano è fascista. Io continuo ad essere colpito dalla, diciamo, carenza di saggezza. Sarà perché seguo la massima del «non imputare a malvagità ciò che puoi spiegare con l'idiozia»? Dopo tutto, penso anche che la defunta sinistra italiana sia stata imbelle per incapacità, piuttosto che per il preciso obiettivo di non realizzare il proprio programma per poter continuare a giustificare la propria presenza.

permalink | scritto da in data 18 aprile 2008 alle 11:23 | Stampastampa
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20070806

Grandi culi intelligenti Cose strane dal mondo

Secondo le statistiche di ShinyStat, è da giugno almeno che non poca gente trova il mio blog cercando "grandi culi" o "culi grandi". Chissà se cercano persone fortunate o solo gente con un fondoschiena di dimensioni notevoli.

Ma la chiave di ricerca più interessante è indubbiamente questa, di maggio:

forse mi capisce solo gente intelligente dai 30 in su gli altri dubito voglio dare un sacco di noia e fastidio!!
permalink | scritto da in data 6 agosto 2007 alle 20:50 | Stampastampa
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20070502

Il gggiovane beneducato Cose strane dal mondo

Che all'incrocio ti fa passare, con un gesto e un sorriso, nonostante macchina e capelli.

permalink | scritto da in data 2 maggio 2007 alle 18:25 | Stampastampa
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agosto