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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20090123

E cadde la neve Diario

Benché Catania, affacciata sul mare ai piedi di una montagna, offra spiagge e scogliere per i bagni estivi (ed invernali) nonché piste da sci per la discesa e per il fondo per le settimane bianche invernali (ma non estive), è molto raro che la neve arrivi fino in città.

Non so se qui a Baltimore la neve sia invece un evento regolare, ma uscire dall'albergo e trovare la città ricoperta da un sottile manto bianco è stata una piacevole sorpresa; il fatto che fosse la vigilia dell'inaugurazione di Obama è stata un'interessante coincidenza, con un forte valore simbolico (in un senso o nell'altro) per chiunque lo ritenesse appropropriato.

Le temperature non proibitive a cui si è manifestata hanno fatto sì che la neve avesse un forte valore aggiunto estetico, che fosse abbastanza divertente senza essere pericolosa (leggi: non sono scivolato a terra su una delle lastre ghiacciate che immancabilmente si nascondono sotto o accanto ad essa). Mi è persino scappata qualche foto, anche se ovviamente non ho mai avuto la macchina fotografica sotto mano nei momenti migliori.

Purtroppo il mio collega non è in vena giocosa e non ci siamo tirati nemmeno una palle di neve; la mia unica consolazione è stata un gruppetto di tre studenti che pattinava sulle lastre di ghiaccio (qui ci stava una vignetta delle Peanuts che però non trovo). Poco importa, perché il sole dei giorni successivi ha dato prontamente inizio all'erosione del manto di neve che aveva comunque raggiunto il non indifferente spessore di un paio di pollici (cinque-sei centimetri), manto ridotto già oggi a poco più che qualche ostinata chiazza su qualche aiuola, e piccoli cumuli nelle zone più all'ombra. Ed a questo punto si accettano scommesse: la neve resisterà fino alla mia partenza (programmata salvo incidenti per dopodomani)?

(Perché diciamocelo, con la partenza ormai finalmente così vicina un po' tutto sembra orientato a quello, persino i miei sogni, o il mio immaginarmi per un attimo al risveglio di avere accanto l'Affine.)

permalink | scritto da in data 23 gennaio 2009 alle 1:07 | Stampastampa
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20080626

Estatecatanese Diario

Oggi che sarebbe il compleanno di mio padre sono successe cose miracolose. E non mi riferisco al fatto che mi sono dimenticato l'alimentatore a casa, quello succede anche in giorni normali.

La prima è che i miei genitori sono andati al cinema. Hanno visto Il Divo (di cui però purtroppo non sono molto entusiasti).

La seconda è che con l'Affine abbiamo provato ad andare a mare; e poiché Alex era troppo stanco per procedere con l'idea iniziale di andare chez lui, abbiamo fatto (io e l'Affine) un tentativo sul lungomare catanese. L'esperienza non è stata esaltante; d'altra parte, se i catanesi continuano a votare per la parte politica che in due amministrazioni è risciuta a portare il comune alla bancarotta con oltre un milione di euro di debiti, è evidente che dei solarium (che il comune non ha più i soldi per montare: la ciliegina sulla torta di tutte le belle cose a cui ci aveva abituato Bianco) non ha che farsene. Strano, perché io li ricordavo molto, ma molto affollati.

Ora invece del carnaio c'è l'immondezzaio scogli scogli. E questo di miracoloso non ha molto

permalink | scritto da in data 26 giugno 2008 alle 23:22 | Stampastampa
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20080609

La risposta alla domanda fondamentale sulla Vita, l'Universo e Carcassonne Diario

permalink | scritto da in data 9 giugno 2008 alle 12:14 | Stampastampa
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20080527

C'è poco da scherzare Diario

Vuoi per l'età avanzante, vuoi per la congiuntura capitante, vuoi per il tipo di carriera lavorativa che mi si prospetta davanti, mi ritrovo periodicamente (e per periodi sempre più lunghi) in circostanze le cose che mi piacerebbe fare vengono allontanate da cose la cui realizzazione prescinde dal mio desiderio e viene guidata più che altro da esigenze meno edonistiche.

A volte mi sembra di ridurmi a circorstanze in cui non ho altro che violettistiche soddisfazioni

(di cui peraltro farei volentieri a meno) a massaggiare il mio ego, trascurato da altre più creative realizzazioni, come il blog o il bot.

Sarà semplicemente una questione di tempo materiale dedicabile alle svariate attività, o vi è anche un fattore da costante universale, del tipo che la quantità di energia creativa prodotta dalla nostra mente ha un limite quotidiano, per cui una prosciugazione lavorativa ne lascia poco o niente per sfantasiate hobbistiche? Nel secondo caso, c'è da sperare che la creatività, come la volontà, sia un muscolo, e che come tale tragga beneficio dall'esercizio; ma è anche vero che non bisogna allora dimenticarcisi i periodi di riposo, per evitare un sovraffaticamento che porterebbe all'esaustione se non addirittura allo strappo.

C'è da dire che questi periodi non mancano di vantaggi. Ad esempio, non capita tanto spesso di sentirsi ‘meh’: al peggio ci si sente oppressi dalle cose da fare (nel qual caso entra in gioco il già citato muscolo della volontà e basta prenderne una a caso a cui dedicarcisi). Inoltre, si apprezzano di più quelle intersezioni temporali che permetto un incontro con qualche amico, che sia una serata cinematografica da Sal, un'avventurosa puntata al non-dei-peggiori-ma-nemmeno-dei-migliori Indiana Jones (dove l'avventura era stare nel sedile passeggero, con Yanez alla guida di KAterina), una partita a Carcassonne con Sim. Ancor più quando la fine della SISSIS permette all'Affine di partecipare.

È proprio questo a farmi sospettare che il fattore disponibilità di tempo, ed il suo legame con l'età, non sia da trascurare. In realtà non è tanto una questione di età (biologica o mentale), quanto piuttosto una transizione verso maggiori responsibilizzazioni. La domanda “dove trovi il tempo per …?” andrebbe forse posta meglio nella forma “cosa smetti di (o non ti senti obbligato a) fare mentre …”

Quando cinque anni fa ho intrapreso la mia breve ma intensa e soddisfacente carriera di tanguero, furono la carenza di scadenze da rispettare per sopravvivere ed una certa rinuncia a buona parte delle occasioni di incontro con i miei amici a chiudere il bilancio temporale. Non rimpiango la scelta, perché l'esperienza ha avuto un valore non indifferente non solo dal punto di vista più prettamente edonistico, ma anche per lo stimolo che mi ha dato ad affrontare la vita in maniera diversa: la coppia non balla se l'uomo non guida (anche se qui si potrebbe cominciare una digressione sulla differenza tra ciò che dovrebbe essere e come invece a volte vanno le cose).

Prendere in mano le redini di qualcosa comporta, tra le altre cose, la necessità di dedicarvi tempo ed attenzione; è facile sfornare progetti, ma la vera sanguisuga di risorse è la realizzazione, il mantenimento dalla nascita alla conclusione; e le migliori pianificazioni devono cedere alle costrizioni imposte dalle circostanze (pianificare una figura ricca ma invadente in una milonga affollata è poco meno che mirare dritto all'urto con qualche altra coppia, senza beneficio per nessuno). Cose che tutti sanno, ma a cui, a guardar bene, non molti danno seguito; figuriamoci chi come me ha un'indole all'astrazione ed alla teoria.

L'effetto dei due anni da tanguero è stato in qualche modo quello di costringere la suddetta indole a fare i conti con i benefici del p?a´?µa, sfruttando la leva dell'edonismo, coadiuvato da quelle piccole ma impagabili soddisfazioni derivate del riconoscimento di alcuni hobbistici risultati TEXnici; una catena di reazioni e stimoli che si è innescata, continuando a ricevere feedback (positivo e negativo) anche dall'esterno, come l'avanzare di importanti scadenze o l'opportunità di conciliare interessi e lavoro.

Mi sono trovato per questo più vecchio, con più cose da fare, e sempre più sicuro di non riuscire a farle tutte. Ma dopo tutto, se qualcuno riesce a fare tutto ciò che desidera, non è forse perché è povero di desideri?

permalink | scritto da in data 27 maggio 2008 alle 19:35 | Stampastampa
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20080303

Sono invecchiato? Diario

Non posso più bermi la mia bella tazza di latte della colazione o della merenda, perché mi gonfia e 'ntuppa come non mai. Cosa mai sarà successo? E proprio adesso che l'Affine ha cominciato a fare i muffin al cioccolato?

permalink | scritto da in data 3 marzo 2008 alle 0:36 | Stampastampa
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20071130

Per andar presto a lezione Diario

Svegliarsi di colpo in piena notte, con la tormentata angoscia del sentire di essere stati traditi, per un sogno in cui l'Affine aveva cominciato a fumare, che strana tragedia.

Però sono arrivato puntualissimo alla lezione (e ieri che andando a letto, sentendomi addosso l'immane peso della stanchezza, mi chiedevo se sarei riuscito a svegliarmi in tempo …), sebbene tornato a casa sia di nuovo crollato, facendomi un altro paio di ore di sonno sotto il rosolante sole di mezzogiorno.

Ok, probabilmente devo imparare a gestire meglio i miei tempi di sonno e di veglia, tenendo conto dell'appuntamento fisso del giovedì sera (Cinestudio, che però ieri è fallito causa film non troppo stimolante) a cui adesso speriamo di aggiungere un appuntamento fisso ludocinefilo il venerdì dopo cena.

Ecco, crescendo hanno cominciato ad avere senso certe caratteristiche degli adulti che da bambino mi sembravano strane: il riposo pomeridiano, ad esempio. Ma anche il fatto che gli adulti salgono le scale senza poggiare interamente la pianta del piede sullo scalino, fatto che tuttora non sono riuscito a motivare.

permalink | scritto da in data 30 novembre 2007 alle 17:50 | Stampastampa
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20071118

Un bel rientro Diario

Vien quasi da dire che la parte migliore di questo viaggio sia stato il rientro, nonostante i timori che si prosettasse persino peggiore dell'andata, tra scioperi dei treni e taxi assenti. Ed invece è andato nel migliore dei modi, con una colazione in camera, una rapida camminata fino alla stazione, e poi un ICE dopo l'altro, senza intoppi senza ritardi, checkin immediato, nuova colazione, voli tranquilli, quasi come essere in treno, solo qualche piccola turbolenza durante l'atterraggio, ma nulla di che. E l'Affine ad accogliermi.

Ecco, sicuramente il ritorno da solo sarebbe bastato a compensarmi del viaggio e della frustrante permanenza, fosse stata l'unica cosa buona. Invece si è andato ad aggiungere a ben tre aspetti positivi: la colazione continentale, sono dimagrito, ed ho finito —finalmente— Il Rombo (un rullo di tamburi, signori?)

Comunque, mi aspetta finalmente un po' di meritato riposo, in questa gelida notte siciliana. (Ché una cosa non si poteva dire che mancasse, in Germania: il riscaldamento; e se uno dei professori lì poteva vanzare l'ipotesi che da noi li usiamo di meno perché non ne abbiamo bisogno … be', dovrebbe venir lui qui a dirmi come si sentirebbe dentro casa.) Nella speranza che stanotte non mi sveglierò alle quattro meno venti sganasciandomi dalle risate per un nome assurdo e lunghissimo venutomi in sogno.

permalink | scritto da in data 18 novembre 2007 alle 0:22 | Stampastampa
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20071026

Ma la prossima volta … Ad Personam

Auguri Sorella di Mezzo, ma la prossima volta mangiamola noi la torta dell'Affine

permalink | scritto da in data 26 ottobre 2007 alle 23:56 | Stampastampa
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20071020

Car « car », c'est cur Lessico famigliare

(Con buona pace della mia professoressa di francese).

Cercavo un monosillabo per “perché” (ed in italiano ci sarebbe il “ché”, che però nel parlato non è che si usi tanto) perché ero ossessionato dal parlare/canticchiare metricamente al ritmo di Little Boxes, ed invece la prima cosa che m'è venuta in mente è stato che i francesi hanno il pourquoi interrogativo (why, mi fa eco l'Affine), hanno il parce que (because, mi fa eco l'Affine) ed hanno il car; e l'Affine osserva che è tipo il cur latino.

Epifania.

Però è letta, quella parola latina, all'inglese, in francese.


Aggiornamento delle 19.00: mi fa presente la mamma che cur in latino è interrogativo. Peccato.

permalink | scritto da in data 20 ottobre 2007 alle 18:06 | Stampastampa
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20071019

A volte mi faccio paura Diario

Tipo oggi aspettavo pazientemente (ed un po' annoiato) che l'Affine uscisse dalla biblioteca. Stavo lì parcheggiato con la mia pandina davanti all'ex sede dell'Auro quando ad un certo punto arriva uno con una certa fretta che parcheggia proprio davanti a me; solo che siccome non c'è molto spazio ed è proprio davanti alla curva si fa il più indietro possibile con ma macchina, arrivando a tamponarmi. Scende facendo i soliti gesti di scusa, alzando le braccia stile “mani in alto” e tutto, ed io non gli rispondo; non dico niente, non parlo, non cambio espressione, lo guardo e basta.

Mentre è via a svolgere non so quali urgenti compiti, penso a qualcosa di cattivo da fargli nel caso l'Affine arrivasse prima che lui se ne vada; una cosa simpatica tipo spingergli la macchina in mezzo alla strada, cose così. Però non faccio niente, sto lì seduto e penso e mi guardo intorno.

Poi lui torna, sempre con la sua solita fretta, ed io sono sempre lì, mi sono mosso appena, forse ho cambiato posizione ad un braccio. Ma la sua macchina non parte più. Prova, riprova, aspetta, prova ancora, si guarda attorno, comincia a provare a spingere la macchina in avanti sporgendo un piede: la strada è trafficatissima, pedoni che attraversano, macchine che svoltano, e lui è lì che sa che non può scendere a chiedermi una spinta, e vede che sono lì che lo guardo, sempre con la stessa espressione; forse pensa persino che sono stato io.

Ecco, quando succedono queste cose io un po' mi preoccupo, perché mi sento di avercela buttata io. E poi mi rimprovero anche perché non ho saputo dimostrare di essere superiore scendendo a dargli una mano.

permalink | scritto da in data 19 ottobre 2007 alle 14:16 | Stampastampa
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20071017

When winter comes around Diario

Una rondine non fa primavera, ma migliaia di studenti in Cittadella fanno l'inverno, molto più di qualunque previsione del tempo che dice che da domani la temperatura scenderà di 12 gradi: perché qui da noi la temperatura è già scesa parecchio, ed io mi sono beccato il primo grosso raffreddore (fortunatamente molto più lieve e meno fastidioso di quello preso dall'Affine); ma la cosa più grave è che oggi non c'era già posto per parcheggiare in Cittadella nemmeno alle otto e un quarto.

Così mi sono beccato questa simpatica multa, in attesa che entri in vigore il divieto di far parcheggiare gli studenti in Cittadella per costringerli ad usufruire del parcheggio AMT costruito all'uopo in via Santa Sofia e convenzionato con l'Università, che permetterà il parcheggio giornaliero a soli 0,70€, con tanto di bus navetta per la Cittadella. E agli studenti che si lamentano farei osservare che in centro gli studenti pagano 0,70€ l'ora, e quindi la smettessero di rompere la minchia e lamentarsi dei privilegi, e cominciassero invece a ringraziare.

La buona notizia invece è che cominciano a vedersi gli effetti dei tre pomeriggi di corsa e lardominali settimanali. Sto pensando che per Natale vorrei regalato uno zainetto per il computer: con questo potrei tranquillamente riprendere a compiere a piedi il tragitto casa-dipartimento-casa, con beneficî per la salute e risparmio su benzina, stress da parcheggio ed eventuali multe.

permalink | scritto da in data 17 ottobre 2007 alle 14:15 | Stampastampa
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20071011

Pillola Diario

Qualche mese fa incocciai in un blog che ho ragione di credere appartenga ad una cugina di una mia compagna di classe di liceo. Stanotte invece ho sognato che tramite la suddetta cugina organizzavamo un incontro con la suddetta compagna di classe di liceo, a casa sua, che nel sogno era a piazza Mazzini (perché? boh). Solo che in realtà non è che fossimo a casa sua, credo, anche perché l'incontro doveva essere una specie di sorpresa per la suddetta compagna di classe. E per qualche motivo lei non mi riconosceva subito, anche se credo riconoscesse subito qualcun altro degli invitati, forse lo Sposonovello (strano, visto che lo Sposonovello non era nella stessa classe) forse l'Affine (ancora più strano, non era nemmeno nella stessa scuola). E invece non riconosceva me, e per di più non riusciva nemmeno ad indovinare chi io fossi in base ai suggerimenti. Ed io mi dannavo non tanto per questo (ma anche), quanto per il fatto che la cosa mi sembrava assurda, visto che io riuscivo ancora a citare a memoria l'appello.

permalink | scritto da in data 11 ottobre 2007 alle 11:37 | Stampastampa
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20071008

Le quattro di notte non sono colpa mia Diario

A quanto pare l'anno scorso mi sbagliavo, non sarebbe stato l'unico anno in cui avrei festeggiato gli anni in un giorno diverso da quello del mio compleanno; e mi viene da chiedere: diventerà forse un'abitudine? Dopotutto, io e l'Affine lo facciamo a distanza di dieci giorni, e anche se quest'anno il motivo per la sincronizzazione della festa è stato l'ammassarsi di impedimenti per buona parte degli invitati (nel senso che avevano problemi a venire il giorno del mio compleanno, non che siano impediti), un suo senso il farlo ogni anno ce l'ha.

Non è che l'idea di festeggiare a dieci giorni di distanza mi dispiaccia, per carità: soprattutto considerando che il mio coinvolgimento nei preparativi spesso si limita a poco più che aiutare nel fare la spesa, accompagnare le persone in macchina e spostare i tavoli, e spetta poi principalmente alla Babysitter l'ingrato compito della cucina … però ecco, anche se a lei piace farlo (e a me piace consumare il risultato), e anche se capita che si prepari per quasi il doppio degli intervenuti (per cui volendo si potrebbe mangiare due feste di seguito, ma a dieci giorni di distanza non credo che sia proprio “di seguito”) … non so, l'idea di fare una festa sola suona anche più pratica. È qualcosa a cui mi sa che sarebbe il caso di pensare.

Intanto vorrei ovviamente ringraziare la Babysitter, per essersi come al solito presa carico del catering, con gli ormai soliti eccezionali risultati (e se dico soliti non lo dico per sminuirli, anzi il contrario). E lei e gli altri li ringrazio tutti insieme per la bella serata trascorsa insieme.

Yanez, per esempio, che fortunatamente quest'anno non ho dimenticato di invitare, e che mi ha regalato il pupazzo di Krusty il Clown; gli manca solo la levetta per farlo da passare da cattivo a buono (parlo ovviamente del pupazzo). (Ah, avrei voluto averlo quando siamo andati a vedere il film dei Simpson, eravamo l'unica coppia non a tema.) E gli Sposinovelli, che dedicano «Il futuro prevedibile» di Sir George Paget Thomson a “un geek che guarda (solo) al futuro”; ne abbiamo letto qualche pagina durante la serata: chissà se con il fatto che questo Nobel per la fisica non ne azzecca quasi nessuna mi vogliono dire qualcosa …

Otto (non pervenuto in quanto all'estero) e compagna (pervenuta nonostante fosse cotta dall'influenza), che hanno un modo bello di farmi ricordare quante sfaccettature hanno i romanzi e racconti illustrati, ad esempio con il malinconicamente bello S. Ed Alex e compagna, che hanno avuto la splendida idea di un regalo di coppia: ora c'è da vedere se l'apprezzamento dell'Affine per il mio bagno schiuma vorrà dire che sarà lieta quando lo userò o se invece vorrà dire che se lo ruberà lei. E se l'Affine lamentava di aver esaurito un filone di regali con i Marinai di Catan, la Sorella di Mezzo, ne inaugura uno nuovo con il primo volume di Girls.

Ai marforici intervenuti e non vorrei invece portare un rimprovero: per colpa loro sono andato a letto tardissimo, cosa che non sarebbe successa se non mi avessero regalato qualcosa che tanto desideravo. Ma di questo forse parlerò dopo.

permalink | scritto da in data 8 ottobre 2007 alle 13:35 | Stampastampa
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20071002

E chiamiamola affinità Diario

È un po' tipo quando la Sorella Minore doveva andare non so dove ed alzarsi presto, ed io mi svegliai in piena notte, tipo le 4:30, e intontito dal sonno corsi a svegliarla pensando fossero le 7:30. A dimostrare quant'è vero che la via per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.

Comunque stavolta la situazione è stata per fortuna più semplice: si trattava semplicemente di andare a prendere l'Affine per accompagnarla all'esame scritto della SISSIS (convenientemente tenuto al mio dipartimento), svegliandocisi presto per poteressere lì alle otto.

Solo che io ero già in piedi e pronto alle sei. E mi sa che ho dormito molto meno e molto peggio io che non l'esaminanda.

permalink | scritto da in data 2 ottobre 2007 alle 6:20 | Stampastampa
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20070929

Postfestivo Diario

Qui ci andrebbero i saluti generici per tutti quelli che ieri si sono ricordati del mio compleanno e mi hanno fatto gli auguri via telefono/sms/chat/email/skype/di persona e quant'altro.

Poi in particolare:

la Sorella di Mezzo
per essere stata la prima a farmi gli auguri;
la Sorella Minore
per essere stata l'ultima (dice lei che è solo perché tengo Skype spento);
lo Sposonovello
per aver cercato di essere quello di mezzo;
Sim
per avermi fatto gli auguri due volte
l'Affine
per esserci stata; e per i Marinai di Catan;
la Mamma
per la torta.

E poi me stesso che forse a 29 anni ho finalmente raggiunto un distacco sufficiente a poter smontare le Cazzate Volanti di gente come coglionsyculon su Marforio senza prendermi di voltastomaco. Sembra uno di quei rari casi della maturità sopraggiunta con l'età.

permalink | scritto da in data 29 settembre 2007 alle 10:51 | Stampastampa
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20070928

Prefestivo Diario

Ricetta per una bella serata: tardo pomeriggio con l'Affine, cena (con tanto di puntina nella pasta) all'ex festa dell'Unità con Alex & compagna, straordinario concerto di Daniele Sepe con gli Sposinovelli.

permalink | scritto da in data 28 settembre 2007 alle 15:26 | Stampastampa
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20070927

Messaggio segreto ma non troppo #10: amare dolcezze Ad Personam

Il 100% non è necessariamente meglio.

permalink | scritto da in data 27 settembre 2007 alle 20:31 | Stampastampa
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20070924

Un piccolo crescendo Diario

Ci sarà forse qualcosa di zen negli eventi (o nella mancanza di eventi) di questa settimana, o forse è stato semplicemente uno di quei momenti del respiro della propria vita in cui si passa dalla completa espirazione all'inizio dell'ispirazione.

Fatto sta che da questa passata settimana, in cui mi sono rimproverato la scarsa iniziativa lavorativa, la poca voglia di fare cose (anche se una serata al bowling ce l'abbiamo infilata) e persino la pigrizia bloggereccia (con un articolo in gestazione da lungo tempo, a tema rivoluzione e cambiamento, che preme per esser partorito ma che resta lì a giacere e maturare).

Il weekend ha segnato la svolta, partendo dall'incazzatura finestrica (poi uno dice che incazzarsi fa male …); il sabato pomeriggio si va alla presentazione di Non più estate, a cui l'autrice arriva in madornale ritardo (non colpa sua), e da cui ottengo una copia del fumetto personalizzata dal disegnatore (invidia per un'arte di cui non tengo parte): ed è una bella esperienza vedere le tavole originali.

La domenica non brilla dal punto di vista lavorativo (diciamo), ma la sera si celebra un tardo pomeriggio tranquillo con l'Affine, che si conclude con un'allegra nottata al concerto di Elio e le Storie Tese, offerto (gratis) da MusicAteneo (Università di Catania).

E poi, oggi le belle notizie: dopo essermi fatto firmare (finalmente!) dal direttore di diparimento la certificazione per il pagamento dell'assegno degli ultimi quattro mesi, passo dal Professore, che mi aggiorna sul possibile futuro del mio assegno di ricerca. E se non posso dire che vi siano certezze su un mio futuro accademico, mi piace vedere le possibilità, le opportunità che si presentano.

Anche se sono offeso del fatto che il Professore non abbia notato la maglietta che indossavo, nonostante l'avessi messa apposta per lui. Ah, che ingratitudine …

E poi con Alex abbiamo corso un minuto più dell'altra volta, ad un ritmo a me più consono, anche se il tempaccio ci ha impedito di fare lardominali.

Insomma, si prospetta un buon inizio di settimana.

permalink | scritto da in data 24 settembre 2007 alle 22:47 | Stampastampa
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20070907

Poteva andar peggio (ma anche meglio) Diario

Direi che possiamo sorvolare su quanto è stato penoso il primo giorno di ritorno alla corsa (nemmeno cinque minuti; però ho fatto gli addominali!). Parliamo invece di Shrek III, fiacca terza (ed a questo punto si spera ultima) puntata di una serie che ha avuto un inizio eccezionale con un brillante seguito. L'ultimo episodio è invece fiacco e lento, e benché abbia i suoi simpatici momenti, langue molto, indugiando sulla retorica e cercando di dare troppo (poco) spazio a troppi personaggi: non c'è più nulla di notevole, nulla di memorabile, nulla per cui valga veramente la pena.

Per consolarci, dopo il cinema andiamo (con l'Affine, Alex e ragazza) a prendere un antipasto ed un piatto di patatine al Tubo (appena riaperto). Durante la successiva passeggiata con sgriccio veniamo fermati da una comitive di giovin pulzelle (ma anche non proprio giovanissime) con ruota a terra. Io ed Alex ci prodighiamo con la nostra buona azione quotidiana, ed io mi trovo pure a subire qualche insulto (insinuazioni sulla possibilità che io possa essere ingegnere; ssé): in cambio hanno le salviettine inumidite per farci pulire le mani. Comicità involontaria quando, mentre io ed Alex inziamo a smontare la ruota a terra le nostre rispettive proseguono la passeggiatina fino alla vetrina successiva, con dubbi preoccupati delle suddette giovin pulzelle sulla possibilità che le ragazze si fossero offese o ingelosite.

Ma la gente è scema o che?

permalink | scritto da in data 7 settembre 2007 alle 20:32 | Stampastampa
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20070826

Affinità estive Diario

Perché l'onda di caldo ha reso di nuovo estenuanti, gocciolanti, disidratanti, sgonnfianti le giornate, ma concede anche ai fortunati momenti preziosi da condividere con l'Affine. Momenti di grande rilassatezza e piacevole compagnia. Momenti in cui si scoprono empatie profonde. Momenti in cui si rafforzano le basi. Momenti che ti fanno desiderare che si ripetano, cessando una buona volta di essere brevi (ma anche per fortuna non troppo) finestre di vicinanza in giornate di lontananza.

permalink | scritto da in data 26 agosto 2007 alle 8:26 | Stampastampa
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20070805

Laudato sii Diario

Ci sono esperienze miliari della mia vita, momenti o periodi che considero pilastri imprescindibili. Alcuni di questi sono stati unici ed irripetibili, e mi dispiace non averli potuti condividere con la mia compagna; altri, invece, per fortuna, si ripetono: mai identici, purtroppo e per fortuna, ma sono comunque situazioni che mi ritrovo a vivere.

Uno di questi ultimi è il Campeggio, ed io le ultime volte che vi avevo partecipato avevo provato ad immaginarmi come sarebbe stato viverlo in compagnia della mia compagna, allora ancora immaginaria: la immaginavo lì presente, accanto a me durante i momenti di sosta, o indaffarata insieme agli altri durante i preparativi o le pulizie precedenti e seguenti i pasti.

Ed infine è successo. Non è certo stato perfetto, perché nulla lo è, e non è nemmeno stato ricco come lo sono stati Campeggi precedenti, ma è stato comunque qualcosa di straordinario.

È buffo perché da un lato mi vengono in mente tutte le cose in cui poteva esser meglio, come per esempio che avrebbe potuto durare di più (e mi sarebbe piaciuto poterci andare prima), o che avrei potuto dormire più comodo (sistemando meglio la tenda, forse, ma soprattutto imbottendo ulteriormente il giaciglio); e d'altronde, di questi tre giorni non sono quelle le cose a cui penso per prime, bensì: all'ottimo ed abbondante cibo, ai riposanti pomeriggi, al mare mattutino, la splendida compagnia, le chiacchiere interessanti, e sopra tutto al poter finalmente dormire serenamente (seppur scomodamente) con l'Affine al fianco, l'averla lì con gli altri durante il giorno, il vederla ambientata e serena.

Se non è un sogno che si realizza, ci va molto vicino.

permalink | scritto da in data 5 agosto 2007 alle 21:32 | Stampastampa
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20070518

Quando fu? Diario

Come al solito, se vado a correre senza Alex tiro troppo. E se correndo con lui a 2'50" a giro venti minuti li posso fare abbastanza tranquillamente, scendere sotto i 2'30" mi stronca, e dieci minuti sono una fatica. Però ho fatto anche i lardominali.

Perché diciamolo, ieri al bowling mi facevo un po' schifetto. E non tanto perché non sono arrivato a 100 punti (che vergogna), ma proprio per la panza; che poi ha questa forma curiosa, come se fossi incinto.

E oggi dopo la corsa (e prima dei lardominali), mentre facevo stretching, mi chiedevo: quand'è esattamente che sono invecchiato? Io porrei il limite nel momento in cui la mia vita sedentaria mi ha anchilosato al punto da non riuscire più nemmeno dopo il riscaldamento a toccarmi la punta dei piedi. E la cosa triste è che è stata una cosa recente, perché ricordo che non era affatto un problema il mio primo anno di tango.

Come a conferma del fatto che si invecchia a 25 anni.

Dal lato positivo la giornata di oggi ha rasentato quella ideale, con sveglia “mattutina”, in dipartimento a piedi e carico come un mulo, una mattinata persa appresso agli ultimi ritocchi per la rivista di dipartimento (ok, qui avrei preferito lavorare piuttosto), incontro con il tutor, pranzo e chiacchiere con Yanez ed il Genio di Pisa, corsa e addominali, ritorno a casa con l'Affine … alla fine l'unica cosa a cui potevo dedicare più tempo è stato il lavoro. Ma è tutto pronto, e i giorni a venire promettono bene.

permalink | scritto da in data 18 maggio 2007 alle 22:52 | Stampastampa
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