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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20081004

Cose di cui si potrebbe parlare Intermezzi

È che in realtà a me scoccia mortalmente parlare di certe cose. Anche perché alla fin fine con tutto ciò che ci possiamo dire sopra non è che cambierebbe granché. Ma comunque, ecco un elenco tutto tranne che esaustivo:

  • il decreto Brunetta contro l'assenteismo, che fa più danno con le assenze di quanto possa aiutare a risolvere il problema che vorrebbe affrontare: si finisce o con l'andare a lavoro anche con la febbre o a ritardare il rientro allungando l'assenza a cinque giorni per non perdere lo stipendio, e si continua con l'assenteismo peggiore (e non certo il meno diffuso), ovvero la timbratura del cartellino senza poi restare sul posto di lavoro.
  • da quanto sopra si potrebbe poi trarre un importante spunto sulla (im)possibilità di licenziare dipendenti pubblici (ma anche quelli privati) persino quando è documentabile e documentato che la loro nullafacenza è una palese violazione di contratto, e su quanto sia difficile trovare il giusto equilibrio tra la possibilità di licenziare il (non) lavoratore, e proteggere i lavoratori dal licenziamento senza giusta causa.
  • non dimentichiamo l'opinione di gente come Trichet che sostiene che per uscire dalla crisi in cui ci stiamo sempre più infognando sia necessario aumentare la produttività; qualcuno mi dovrebbe spiegare in che modo producendo di più a meno si esce da quel tipo di fogna in cui si precipita quando si viola il principio (keynesiano e forse per questo antipatico a molti?) dell'operaio che dovrebbe essere in grado di comprare quello che produce. Dovrebbero riflettere di più sul fatto che circa 40 anni fa mio padre si poté comprare la prima macchina con qualcosa come tre mesi di stipendio (primo impiego), vivendo in affitto e cenando spesso fuori, mentre oggigiorno uno nelle condizioni equivalenti a quelle sue di allora potrebbe cavarsela forse in un paio d'anni …
  • le possibili motivazioni dietro la metodica demolizione della scuola pubblica.
  • la lotta per il mantenimento del voto di preferenza alle elezioni europee da quegli stessi che non si sono certo ammazzati di lavoro per averlo in Italia per le politiche e le amministrativer.
  • i tagli di quasi il 50% ai finanziamenti per la ricerca, che già certo non esageravano per abbondanza (con questo si potrebbe scrivere un complemento al Peggio vs Meno Peggio #2).
  • il crac finanziario del comune di Catania: un debito da un miliardo di euro accumulato da due consecutive amministrazioni Scapagnini, il medico di Berlusconi che per la sua campagna elettorale al Senato quest'ultime elezioni prometteva di portare a livello nazionale l'esperienza di amministratore accumulata qui a Catania. Non ha scritto del fatto che Catania non riesce più nemmeno a tenere le luci accese la notte, né delle montagne di spazzatura che si stanno accumulando da quando i netturbini sono in sciopero perché non percepiscono più lo stipendio. Nella speranza che questo non faccia fa meno notizia della spazzatura di Napoli solo perché è colpa del PdL.
  • le forze dell'ordine (esercito e polizia insieme) che a parte i servizi fotografici in centro si guardano bene dal farsi vedere laddove ce ne sarebbe più bisogno (dai recenti casi di aggresione a Roma alla ripresa delle rapine in centro a Catania, che al solito ovviamente fanno meno notizia); e il fatto che vien quasi da sperare che sia meglio così, visto quello che riescono a fare i vigili urbani di Perugia.
  • eccetera eccetera

Insomma, un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito e contribuiscono a rendere questo Paese la merda che è.

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20080701

OblOblò Diario

Spero che i turisti forasteri a cui ho indicato oggi la strada non si siano persi. In realtà le indicazioni erano piuttosto precise, avevano pure la cartina: ma beccare il percorso giusto sotto il tondo Gioeni non è cosa semplice; bisogna viverlo per capirlo, e per quanto gli si possa dire di tenersi sulla destra è troppo facile poi sbagliare e finire in circonvallazione, in un senso o nell'altro, o trovarsi a scendere per via Giuffrida invece di via Passo Gravina.

In realtà ciò che mi incuriosisce di più è sapere cosa abbiano pensato della mia intraprendenza nel dar loro aiuto. Cioè, tu sei lì con la tua piccola Ka, accostato al marciapiede e sbintulìi con la cartina cercando di capire dove vuoi andare; un pedone ti sorpassa sul marciapiede, si ferma, torna indietro, ti bussa al finestrino e ti chiede in italiano (dapprima) se hai bisogno di aiuto.

Voglio dire: che si siano resi conto di quanto servisse loro l'aiuto è abbastanza ovvio, visto che pensavano di essere nella zona di zia Lisa. Ma qual è la prima reazione ad una simile invadenza?

Ma certo è che ben pochi vorrebbero un OblOblò sul cruscotto a dir loro «Gira a destra!»

permalink | scritto da in data 1 luglio 2008 alle 19:16 | Stampastampa
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20080626

Estatecatanese Diario

Oggi che sarebbe il compleanno di mio padre sono successe cose miracolose. E non mi riferisco al fatto che mi sono dimenticato l'alimentatore a casa, quello succede anche in giorni normali.

La prima è che i miei genitori sono andati al cinema. Hanno visto Il Divo (di cui però purtroppo non sono molto entusiasti).

La seconda è che con l'Affine abbiamo provato ad andare a mare; e poiché Alex era troppo stanco per procedere con l'idea iniziale di andare chez lui, abbiamo fatto (io e l'Affine) un tentativo sul lungomare catanese. L'esperienza non è stata esaltante; d'altra parte, se i catanesi continuano a votare per la parte politica che in due amministrazioni è risciuta a portare il comune alla bancarotta con oltre un milione di euro di debiti, è evidente che dei solarium (che il comune non ha più i soldi per montare: la ciliegina sulla torta di tutte le belle cose a cui ci aveva abituato Bianco) non ha che farsene. Strano, perché io li ricordavo molto, ma molto affollati.

Ora invece del carnaio c'è l'immondezzaio scogli scogli. E questo di miracoloso non ha molto

permalink | scritto da in data 26 giugno 2008 alle 23:22 | Stampastampa
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20080613

Ed anche Tiscali decadde Diario

Che gran tristezza toccare con mano la decadenza dell'unico provider raccomandabile per il suo supporto tecnico. Fino a qualche tempo fa avrei raccomandato Tiscali ad occhi chiusi, per chi volesse farsi un allacciamento ad internet: le mie (poche, perlatro) esperienze con il loro supporto tecnico, le ultime delle quali nel 2007, si erano sempre rivelate estremamente positive: interventi rapidi, supporto gratuito.

Purtroppo, le cose sono cambiate anche lì, e la ‘Telecomizzazione’ ha raggiunto anche quest'ultimo caposaldo di validità tecnica: un aggiornamento delle linee che ne ha causato la caduta, il contatto gratuito al 130 senza risultati, e solo il supporto a pagamento ha permesso il riallacciamento.

Quindi, basta più suggerire Tiscali. Fa schifo come gli altri. In che modo sarà connessa la cosa al fatto che Soru se la sta vendendo? Vedremo.

Episodi come questi fanno riflettere sulla necessità di creare una concorrenza subdola ed efficace per minare le basi della necessità di un “Internet Service Provider”: dopo tutto, Internet è strutturalmente concepita per essere decentralizata ed inaffondabile, anche nel caso di malfunzionamenti a qualche nodo; purtroppo, questo concetto attorno a cui è stato inizialmente costruita ha dovuto fare i conti con il costo infrastrutturale della propria espansione, stravolgento l'iniziale pianificazione 'anarchica' in una struttura ad albero in cui gli utenti domestici altro non sono che le foglie, che si aggrappano a rametti che si aggrappano a rami sempre più grossi fino ai backbone che mantengono la struttura originaria.

La chiave è la creazione di una nuova infrastruttura, distribuita ed a basso o bassissimo costo, che sia sufficiente per le esigenze della maggioranza degli utenti (leggi: navigazione sul web, utilizzo della posta elettronica) e che sia gratuitamente (modulo al più l'acquisto di un router) accessibile ai più. Gli strumenti tecnici per realizzare questo ci sono già (ed uno di questi, Netsukuku, è stato realizzato al Freaknet MediaLab della mia città). Come fare per far sì che si diffondano fino a raggiungere la massa critica che possa fare la differenza?

permalink | scritto da in data 13 giugno 2008 alle 12:42 | Stampastampa
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