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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20090325

Pestaggio sociale Diario

Oggi mi chiedevo come mai i neofascisti, sempre tanto pronti a spedizioni punitive contro (a volte peraltro solo presunti) immigrati e/o comunisti, non si sono mai presi la briga di impegnarsi in un qualche anche solo saltuario (non pretendo mica una campagna) pestaggio ‘educativo’ di (italianissimi) posteggiatori abusivi o politicanti corrotti.

Qui a Catania, ad esempio, dove si deve pagare la mafia e comprando i tagliandini ‘gratta e sosta’ e pagando l'obolo al ‘caimano’, e dove persino la festa della santa patrona è più criminalità organizzata che sincera fede e devozione, si potrebbe fare molto di più (socialmente e culturalmente parlando) agendo contro queste piaghe (ben più reali e persisenti di quelle, per lo più presunte, contro cui a loro piace vociferare e purtroppo anche agire).

Ma chissà perché i fascisti, che (comprensibilmente?) non partecipano ad iniziative non armate (da un AddioPizzo ad un Sapori e saperi della legalità, per fare due esempi), non trovano la forza ed il coraggio di agire in tal senso nemmeno con i loro caratteristicamente non pacifici metodi.

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20080418

Leggere, Capire, Pensare, quindi Intervenire Diario

IlCannocchiale mette a disposizione dei propri utenti un forum, il cui scopo dichiarato, messo ben in vista dalle prime righe sotto il titolo, è il seguente:

Benvenuti nel forum di discussione della piattaforma del Cannocchiale. Questo forum nasce con lo scopo di aiutare gli utenti nell'utilizzo della piattaforma, inoltre può essere fonte di suggerimenti per il suo miglioramento e crescita.

Invitiamo tutti gli utenti a partecipare aiutando i nuovi iscritti a conoscere meglio le potenzialità e le particolarità di questa piattaforma. Prima di inviare una richiesta, provate a scorrere alcune delle pagine del forum per verificare che il vostro quesito non sia stato già posto e non abbia già ricevuto risposte o spiegazioni.

Trovo che il testo sia scritto in italiano corretto e di facile comprensione. Ma forse sono abituato male io, perché negli ultimi mesi si è verificata un'ondata di messaggi totalmente fuori tema, che ha praticamente trasformato il forum in un punto d'appoggio per i sostenitori del PD, sia sotto forma di pura campagna elettorale ‘personale’, sia per fare richieste e dare suggerimenti.

Nonostante i ripetuti interventi di gente come il sottoscritto o gattopesce, e persino una minaccia da parte della redazione di eliminare tutti i messaggi fuori tema (minaccia ovviamente mai concretizzatasi, visto il perenne assenteismo della redazione stessa e la mole di messaggi), l'ondata di spam è proseguita imperterrita, coronata ovviamente in questi ultimi giorni da nuovi messaggi di pacchesullespalle e coraggioeavanti.

A leggere la prima pagina del forum in questo momento si vede una lista infinita di messaggi con relativa risposta, un invito ad andare a parlarne sul blog apposito.

Il pensiero che nasce, spontaneo, riguarda i rapporti tra persone, internet ed educazione.

Il predecessore del forum web è il newsgroup: originariamente un fenomeno principalmente universitario, il newsgroup aveva sviluppato, tra le altre cose, un proprio codice di comportamento che veniva puntualmente infranto dalle ondate di nuovi arrivati ad ogni inizio di anno accademico. Gli utenti esistenti perdevano quindi il primo mesetto ad insegnare ai newbie le regole fondamentali: non urlare (non scrivere in maiuscolo), non citare un milione di righe per rispondere con un «anch'io», non andare fuori tema, e via discorrendo. Dopo di che, i newsgroup ritrovavano il proprio equilibrio, fino al settembre successivo.

Dal 1993, anno in cui America Online (AOL) ha cominciato ad offrire accesso ai newsgroup a tutti, le annuali ondate di utenti si sono trasformate in un flusso continuo e di enorme portata di newbie: ora, se i veterani di Usenet potevano gestire senza problemi le matricole universitarie, non foss'altro per una questione di numeri, sempre per la stessa questione di numeri divenne impossibile assicurarsi in breve tempo l'assimilazione delle regole basilari della netiquette: è cominciato così il Settembre Eterno.

Ora, io mi sono sempre chiesto per quale motivo ci debba persino essere bisogno di insegnarle, le regole della netiquette. Voglio dire, a me sembra ovvio che prima di entrare con tutto il proprio peso in una congrega (comunità? diciamo comunità) si perda un po' di tempo a vedere quali sono i meccanismi che la reggono, i ruoli ed i tipi degli individui che la compongono, e così via dicendo.

Invece, sembra che l'ingresso in internet, ingresso non solo come fruitori passivi ma come contribuenti attivi (quindi in defitiva come prosumer), porti l'egocentrismo di molti ad un'espansione tale da prevaricare non solo ogni argine di convenzione sociale, ma anche ogni attesa di relazione con gli altri.

Ma l'egocentrismo è evidente insufficiente a giustificare questa esplosione di disattenzione iniziale con tutte le sue conseguenze; dopo tutto, io sono una delle persone più egocentriche di mia conoscenza (e voglio vedere chi, tra coloro che mi conoscono, potrebbe portare un esempio migliore) e tuttavia proprio in quel periodo iniziale che dovrebbe portare alla conoscenza, se non anche all'accettazione, delle regole, mi pongo come osservatore (poi ci vado giù pesante, ma quello è un altro discorso).

Ho già discusso in passato di come tre miti del virtuale (il “vero io”, l'anonimato e l'universalità) giocassero un ruolo cruciale nella generazione dei famosi troll. Ma laddove nel troll vi è un'intenzione provocatoria e distruttiva nei confronti della comunità, per l'utenza normale il ‘trollaggio’ (a tutti capita di trollare, anche per errore) non è intenzionale, ma frutto di una sostanziale mancanza di educazione. Ne è riprova il fatto che basta in genere comunicare le regole perché queste vengano seguite.

Il fattore numerico è quindi determinante: con il diffondersi dell'incultura e dei conseguenti comportamenti ‘maleducati’, diventa sempre più difficile ottenere poi un rispetto delle regole, poiché esse diventano minoritarie: e per quanto possano essere più civili e più sensate, non sono sufficientemente diffuse da potersi imporre.

Ora, sarebbe bello poter pensare che questo fenomeno della diffusione a macchia d'olio dell'incultura e della conseguente perdita di civiltà sia un fenomeno prettamente, o prevalentemente, virtuale. Ovviamente, sarebbe anche piuttosto ingenuo: è vero che su internet il fenomeno (come praticamente tutti i fenomeni di internet) ha avuto una portata ed una rapidità di manifestazione senza paragoni, ma non è difficile riscontrare il fenomeno nella vita quotidiana.

Il fenomeno è lo stesso: lo sgretolarsi delle regole; ma a distinguere il fenomeno reale da quello virtuale non è solo la rapidità con cui si manifesta, bensì anche il risultato della ricerca di nuove regole: che su internet si sposta verso fenomeni di tipo anarco-comunisti (dall'open source al peer-to-peer), mentre nella vita reale si sposta verso strutture opposte.

La cosa non è particolarmente sorprendente: il fascino della libertà totale esercitato dai succitati miti su internet porta in maniera naturale all'aggregazione spontanea ed alle conseguenti strutture anarchiche; ma ciò che attrae in internet diventa scomodo quando non addirittura imbarazzante nella vita reale, spingendo quindi verso la sottomissione a gerarchie umane o, in mancanza di meglio, simboliche.

Non è difficile immaginare che, proprio a causa di questa dicotomia, si andranno diffondendo sempre più rapidamente i meccanismi di controllo di internet (il cui esempio più plateale è la Cina, ma da cui non sono esenti nemmeno le nazioni occidentali): causa persa in partenza, ovviamente, poiché le tecniche per sfuggire a questi controlli saranno sempre un passo avanti, grazie alle possibilità di decentralizzazione (principalmente basate sul DHT, il fondamento tanto della rete Kad di eMule quanto della botnet usata dal worm Storm) e crittografia offerte dalle nuove tecnologie.

Il seguito è postumano, ma quello è un articolo che devo ancora scrivere

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