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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20070803

E le belle giornate Diario

E ogni tanto ci sono belle giornate, come quella di oggi (ieri, ormai), bella per tanti motivi.

Perché la collaborazione con la Logo s.r.l. si è felicemente conclusa con un giorno di anticipo, e con gran soddisfazione: sicuramente mia, e credo anche del Padovano, entro certi limiti (preferirebbe collaborazioni più a lungo termine, e non nego che l'idea intriga anche me).

Perché questa fine anticipata ci permetterà un giorno di mare in più in quel di Avola e Noto marina, a me ed all'Affine.

Perché ho finalmente ripreso a scrivere, resuscitando un vecchio inizio di racconto, fatalmente intitolato “Nuova vita”, e nuova vita gli ho dato oggi, sulla strada per e dal dipartimento, idee non lasciate galleggiare nell'etereo mondo della mia mente, ma fermate in bit sul computer.

Perché abbiamo anche giocato ai Coloni di Catan, stasera, con l'Affine, e con Sim e con Lucu; e perché questa partita è stata emozionante, di quelle in cui il fattore C gioca un ruolo preponderante, e anche se mi dispiace un po' per Sim che è stato sul punto di vincere, il sette mancato che mi ha permesso cinque punti in un unico turno (e con essi la vittoria) è stato un brivido soddisfacente.

Fortunato, ecco quello che sono. Nella vita, ed in ogni cosa.

Grazie.

permalink | scritto da in data 3 agosto 2007 alle 0:29 | Stampastampa
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20070525

La legge dei grandi culi Diario

Mi fa male il cuoio capelluto, come spesso mi succede quando mi sganascio dalle risate. Il motivo è facile da spiegare. Partiamo dall'inizio, con il cosiddetto “paradosso” di Monty Hall (che in realtà un paradosso non è).

La versione standard del problema si espone con porte, macchine e capre, ma ovviamente per rapidi esperimenti casalinghi si può benissimo giocare con tre carte (es. due joker ed un asso): c'è un direttore del gioco, che mescola le carte; il giocatore (che vince se pesca l'asso) sceglie una carta senza girarla; a questo punto il direttore scopre una delle due carte rimaste, mostrando un joker (c'è sicuramente almeno un joker tra le carte rimaste), e dà al giocatore la possibilità di cambiare carta con quella rimasta coperta.

Il paradosso sta nel fatto che al giocatore conviene cambiare carta, perché ha 2/3 di probabilità di trovare l'asso nella carta rimasta coperta contro l'1/3 di probabilità di averlo nella carta scelta inizialmente. Né mio padre né mia madre se ne sono fatti convinti in teoria, e siamo quindi passati alla pratica, cosa che è bastata a convincere mio padre con poche tornate.

Ben diverso è invece stato il caso di mia madre, rimasta (e che tuttora rimane) arroccata nella sua posizione, ovvero che dopo la scopertura vi sia il 50% di probabilità che la propria carta sia quella giusta, e quindi tanto vale rimanere sulla propria scelta.

E d'altronde come si fa a convincere del torto una che becca la carta giusta (su 3!) 8 volte su 11?

In qualche modo, è stato come scoprire l'opposto della legge dei grandi numeri: ovvero quella del gran culo.

permalink | scritto da in data 25 maggio 2007 alle 21:57 | Stampastampa
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