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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20090727

C'avevo (quasi) creduto Diario

Ai tempi della prima repubblica usava dire che la Democrazia Cristiana aveva due anime (o anche di più) riferendocisi non tanto al numero di iscritti o di sostenitori, quanto piuttosto alle diverse ideologie che in effetti vi erano rappresentate.

Recentemente mi è venuto in mente che un discorso apparentemente simile può farsi per il PdL, un partito in cui convivono e si manifestano due anime: un'anima mediatica, propagandistica, pubblicitaria, bombasticamente orientata a creare una ben precisa immagine che possa mietere consensi nel popolo; ed un'anima ben distinta trasportata invece dai fatti, dalle scelte effettive, dagli atti concreti, dalle loro conseguenze e dalle loro implicazioni.

Diversamente dal caso della DC, in cui anime diverse erano sostanzialmente rappresentate da persone diverse (un po' come il correntismo che il PD ha ereditato dall'accozzaglia di partiti di centro e di sinistra da cui proviene), le due anime della PdL si incarnano —con evidente ipocrita paradossalità, ben accetta da quei pochi nel suo elettorato che ne sono coscienti— nei medesimi individui.

Abbiamo così ad esempio da un lato un vigoroso affermare del valore della famiglia tradizionale cattolica, eterosessuale e monogama, spinto fino alla necessità di organizzare un Family Day, una sorta di Catholic Heterosexuality Pride, in risposta alla presunta minaccia omosessuale che dovrebbe minare la tradizionale famiglia ed il suo essere base della nostra sana società, e dall'altro abbiamo che i più grandi esponenti dei partiti che partecipano al Family Day (da Berlusconi a Fini, da Bondi a Casini) sono tutti divorziati. E qualcuno è anche documentatamente puttaniere, che non solo non è esattamente il comportamenteo più strettamente compatibile con l'etica cattolica della famiglia base della società, ma è anche (o anzi dovrebbe essere) inatteso nel rappresente di un partito che si è scagliato contro il meretricio mirando tanto al magnaccia quanto al cliente (altrimenti detto “utilizzatore finale”), passando ovviamente per le prostitute stesse.

(E si arriva al ridicolo di considerare morboso e bacchettone chi adempie il proprio diritto/dovere di informare il suddetto popolo della realtà delle cose, piuttosto che riflettere sull'ipocrisia di chi propaganda un'etica comportandosi poi in maniera diametralmente opposta.)

(A proposito, questo articolo dovrebbe essere pieno di link a tutti i vari fatti di cronaca e di storia recente cui si fa riferimento, ma sono troppo pigro. Bonus points a chi li mette per me.)

Ovviamente, l'ipocrisia cattolico-puttaniera è solo un esempio (anche se forse il più eclatante) della duplicità delle anime della PdL. Se ne trovano molti anche, per esempio, nella sedicente lotta agli sprechi ed alla malamministrazione pubblica di cui si fa campione in particolar modo il ministro Brunetta.

Peraltro, laddove le basi etiche per l'opposizione alle unioni omosessuali sono, nella migliore delle ipotesi, dubbie, lo stesso non può dirsi della teoria dietro i discorsi di Brunetta: riduzione degli sprechi, efficienza, lotta all'assenteismo … ovviamente, quando poi si guarda alla pratica, la prospettiva cambia parecchio, e si entra nel dominio delle buone intenzioni che, come si sa, lastricano la via per l'inferno.

Non parliamo qui del governo anti-sprechi che taglia istruzione e ricerca (fondamenta del futuro della nazione), per le quali l'Italia era già il fanalino di coda dell'Europa, ma non i costi della politica (stipendi e beneficî di parlamentari, annessi e connessi), che invece in Italia sono i più alti d'Europa (al punto da spingere Mastella a lamentarsi della miserrima —298 euro— diaria del parlamentare europeo), con conseguente pensione (quasi 1400€ di minima, circa 100€ più del netto mensile di un assegno di ricerca).

Non parliamo delle risoluzioni anti-assenteismo, che puniscono il ricercatore dell'INGV (costretto a sottostare alle medesime regole dell'impiegato postale, nonostante abbia un lavoro di tipo totalmente diverso, per il quale ad esempio richiedere la compresenza è ridicolo) lasciando che il personale di segreteria continui a sperimentare un gioco nuovo al computer a settimana, nonostante gli (altrimenti inspiegabili) ritardi nel disbrigo pratiche.

In realtà, il casus verbi che ha suscitato questo articolo è stato il susseguirsi delle affermazioni di Brunetta sulla politica meridionale:

Che esista da sempre un problema meridionale è indubbio - spiega Brunetta - ma la questione è affrontare con fermezza i nodi di una classe dirigente e politica inadeguata. […] Se si tratta di avere piu' soldi e spenderli male allora dico di no.
e dell'ultima aggiunta al decreto anticrisi, il lodo Bernardo, uno scudo erto a proteggere l'intera catena amministrativa, dal più scaffituso degli enti locali al premier, da processi per disservizi e malamministrazione, impedendo l'avvio di un procedimento se non si conoscano già proprio quelle informazioni che dal procedimento dovrebbero venire fuori (entità del danno ed eventuale “dolo o colpa grave”).

Allora le cose sono due: o Brunetta è nel governo sbagliato, visto che i suoi stessi alleati sono i primi a spuntare le uniche armi che si avrebbero per combattere veramente la disfunzionalità di tutti i livelli dell'amministrazione italiana, o lui già per primo non ha idea di come agire per correggere veramente i problemi (o peggio ancora, ha ben idea ma preferisce evitare).

Tenendo conto che anche nei suoi provvedimenti si vada a colpire solo il pesce piccolo (con più danno collaterale che benefici), senza nemmeno scalfire l'intera catena di comando che dovrebbe essere responsabile della (s)corretta gestione delle risorse (materiali, umane e temporali), ho il sospetto che la seconda ipotesi sia più valida della prima.

permalink | scritto da in data 27 luglio 2009 alle 23:15 | Stampastampa
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20090505

Domanda giornalistica Intermezzi

Qualcuno che guarda la TV potrebbe informarmi sulla seguente? Quando Berlusconi da Vespa parla di complotto dei giornali di sinistra e di come la sua seconda moglie [giusto per ricordare che Mr. Family Day è divorziato e risposato] si sia fatta da loro infinocchiare, lo fa con il contraddittorio?

O la regola del contraddittorio vale solo da Santoro quando si parla di vent'anni di DPC e governi ed amministrazioni che non hanno fatto nulla per far rispettare le norme antisismiche, e a Report quando si parla di come la mafia comandi a Catania e di come il medico personale di Berlusconi, Scapagnini, abbia mandato in bancarotta il comune con due sole amministrazioni?

permalink | scritto da in data 5 maggio 2009 alle 20:28 | Stampastampa
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20090301

SIAE Addendum Terza Rivoluzione Industriale

Il presidente francese Sarközy è stato accusato di violazione di diritto d'autore.

La notizia è parecchio interessante perché la presidenza francese è una delle principali promotrici della legge (che vorrebbe europea) della “risposta graduata”; la legge prevede che un ente appositamente designato (Hadopi), qualora venga segnalata (da altri enti autorizzati a farlo) una violazione di diritto d'autore online (scaricamento o condivisione di file contenenti materiale protetto da), proceda inviando dapprima una lettera di diffida all'accusato, a cui dovrebbe seguire, se la situazione d'infrazione prosegue nei sei mesi successivi, una raccomandata con ricevuta di ritorno (sempre di diffida) e nel caso in cui la situazione continui a persistere, di disconnettere per un periodo dai tre mesi ad un anno l'accusato.

Al di là della quanto mai sospetta e discutibile (nonché probabilmente incostituzionale) sufficienza di un'accusa per procedere alla disconnessione (si torna alla violazione della presunzione d'innocenza, principio che sussiste anche in Francia), ovviamente, ciò che (non?) fa notizia è l'ipocrisia del promotore di questa meravigliosa iniziativa.

Chissà se Sarközy, come farebbe Berlusconi, se la prenderebbe con quei comunisti delle case discografiche.

permalink | scritto da in data 1 marzo 2009 alle 23:43 | Stampastampa
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20090210

Ludditica ipocrisia Diario

È interessante notare come coloro che si sono opposti con teatrale ferocia e pervicacia all'interruzione dell'accanimento terapeutico che ha permesso al corpo di Eluana Englaro di sopravvivere (contro natura) per 17 anni in uno stato vegetativo permanente siano gli stessi che abitualmente si scagliano con ugualmente teatrale ferocia e pervicacia contro quella ricerca scientifica e tecnologica che fa sì che la medicina possa prolungare la sopravvivenza di un corpo ben oltre quanto la natura concederebbe.

Mi chiedo se ci sia gente che non si renda conto di quanto sia ipocrita obbligare altri a far uso, contro la loro volontà, dei frutti di una ricerca a cui ci si oppone1. Sarebbero più corretti se, ripudiando la ricerca, ne ripudiassero anche i risultati e cercassero quindi di impedire ogni forma di intervento medico atto a prolungare la vita: una scelta forse di dubbia intelligenza, ma quantomeno coerente; o se invece, volendo imporre il prolungamento della vita in qualunque caso ed in ogni sua forma, fomentassero almeno quanto più possibile la ricerca scientifica, in particolar modo in campo medico: rimarrebbe la questione morale dell'obbligo, ma almeno sarebbero coerenti.

(Prima o poi finirò di scrivere il mio articolo su transumanesimo e bioetica; nel frattempo, rimando ad un intervento di Veronesi (ringrazio la Fran per la segnalazione) che espone alcuni essenziali fatti in maniera molto più ordinata e pacata di quanto il sottoscritto potrebbe immaginare di fare.)


1  chissà perché mi aspetto un commento che rimarchi un'ipotetica ipocrisia anche della parte opposta, come se ci fosse contraddizione nel lasciare la possibilità di scegliere se far uso o meno dei frutti di una ricerca che si è voluta.

permalink | scritto da in data 10 febbraio 2009 alle 2:39 | Stampastampa
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20090209

Battuti sul tempo Diario

Alla faccia di quegli immondi ipocriti che giustificano il proprio potere propagandando la cultura della sofferenza (altrui) (Wojtyla sì, Eluana no).

Alla faccia di quegli immondi ipocriti voltagabbana criminali divorziati e puttanieri che dopo anni di menefreghismo si sono prontamente, per l'ennesima volta, piegati alla pecorina agli ordini dei precedenti, contro la volontà del popolo che dovrebbero rappresentare.

Alla faccia delle menzogne criminali se non pazzoidi con cui il primus tra i precedenti ha montato ridicole giustificazioni per il proprio tentativo di colpo di Stato (se ne sono accorti anche quei comunisti degli spagnoli).

Alla faccia di tutti gli ostacoli frapposti alla realizzazione della volontà espressa dalla diretta interessata, dalle minacce al terrorismo.

Eluana Englaro ha finalmente trovato la pace che desiderava.

Un grazie particolare a tutti coloro che si sono opposti all'ondata di merda che cercava di fagocitarla.

Almeno lei s'è salvata, anche se non è difficile prevedere come la sua salvezza verrà strumentalizzata da chi viene (non è difficile capire perché) definito clericofascista, per impedire che altri possano salvarsi, piuttosto che, come avrebbe ben più senso, per lasciare che ciascuno possa scegliere della propria vita come ritiene più opportuno.

Viene da chiedersi quale sarà la prossima scusa con cui ci distrarranno da quelli che dovrebbero essere i loro doveri istituzionali.

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