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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20090917

Definitivamente temporaneo Intermezzi

Riepilogando, i fatti: il Governo, conseguentemente alla valutazione della Protezione Civile, esclude Onna dal progetto C.A.S.E per la ricostruzione dopo il terremoto. La Croce Rossa Italiana, con la raccolta di fondi per i terremotati dell'Abruzzo, mette su un cantiere per la realizzazione di un insediamento temporaneo in località Onna. Il lavoro viene svolto in associazione con la Provincia di Trento sotto la dirigenza del Servizio Protezione Rischi del Dipartimento di Protezione Civile e Infrastrutture del Trentino, e le prime abitazioni sono disponibili in tempi molto stretti, superati solo dalle prime ricostruzioni seguite al terremoto dell'Irpinia.

La propaganda: Berlusconi non esita ad annoverare tra gli ottimi risultati del proprio governo la rapida costruzione (come promesso, a settembre!) di case permanenti per i terremotati dell'Abruzzo; l'insediamento temporaneo diventa definitivo (e purtroppo probabilmente, visto il Paese in cui viviamo, lo sarà davvero, cosa che non può sorprendere visto che in Irpinia ci sono luoghi che aspettano da vent'anni, mentre la camorra continua a sifonare fondi), ed una ricostruzione da cui il governo si è espressamente tirato indietro diventa merito del governo. Così si costruisce il gradimento: menzogne sulla pelle dei disastrati.

permalink | scritto da in data 17 settembre 2009 alle 22:26 | Stampastampa
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20090915

Pubblicità ingannevole Intermezzi

Una delle più ripetute critiche che gli elettori non berlusconiani portano ai governi non berlusconiani è l'assoluta incapacità di farsi pubblicità, lasciando passare quasi sotto silenzio non dico i risultati più sofisticati ed insignificanti per chi non ne capisca un minimo di economia (come ad esempio la riduzione del disavanzo primario e del rapporto tra debito pubblico e PIL), ma persino quelli di maggior impatto come le riduzioni per l'ICI e i bonus per gli affitti, significative per quella fetta non trascurabile della popolazione che ne ha maggior bisogno pur senza intaccare drasticamente gli introiti dello Stato come invece succede per la successiva boutade berlusconiana, che ha invece avuto effetti molto più disastrosi sull'economia italia degli apparenti immediati benefici pecuniari per i contribuenti.

Lo stesso non si può certo dire del governo attuale, retto da una forza politica nata sostanzialmente mediatica e di facciata; in effetti, talmente mediatica e di facciata da fare dell'informazione il proprio unico vero strumento di sopravvivenza. Peccato però che per raggiungere questo effetto debba passare da quella che sarebbe più opportuna definire propaganda, quando non vera e propria disinformazione.

Gli esempi sono innumerevoli. Ad esempio, si potrebbe fare riferimento al controllo accurato della cronaca nera, per assicurare che se ne parli molto quando governa l'altro lato, sempre meno quando governano loro, nonostante la costante tendenza all'aumento che accompagna i dati sul crimine tanto durante i brevi governi non berlusconiani quanto durante i lunghi governi berlusconiani.

D'altra parte, senza un po' di sano terrorismo non si può giustificare un decreto sicurezza che a ben guardare ha alcuni interessanti commi che con la sicurezza non hanno nulla a che fare, come il lodo Bernardo che proibisce alla Corte dei Conti di indagare su casi di mala amministrazione senza che l'amministrazione stessa (ovvero sostanzialmente i colpevoli dei casi di mala amministrazione) denunci una “specifica e precisa notizia di danno” che “sia stato cagionato per dolo o colpa grave”. Niente più indagini sul comune di Catania, ad esempio, portato sul lastrico da due consecutive amministrazioni del fedelissimo medico personale di Berlusconi, Umberto Scapagnini, né sulla Regione Sicilia, ben diretta sulla stessa strada. Ma su queste cose il governo non farà campagna informativa.

Ed ancora siamo sulla riga della simulazione, della disinformazione per omissione. Più interessanti sono i casi di dissimulazione, in cui si passa dal tacere informazioni importanti alla plateale bugia. È borderline il caso Alitalia, dove si parla di come la soluzione Berlusconi sia tanto migliore di quella Prodi, nonostante sia costata in più 300 milioni di prestito ponte, il doppio dei posti di lavoro ed i debiti dell'azienda scaricati allo Stato, per regalare il resto ad una congrega che continua ad offrire il peggior servizio d'Europa, invece di venderla (per quello che valeva) al solido e qualitativamente superiore consorzio KLM.

Ma adesso che Berlusconi sente forte puzza di bruciato, tra scandali prostituzione, compravendite a sfondo sessuale di cariche pubbliche, conflitti con la Chiesa, disprezzo europeo e critiche internazionali (tutto ovviamente opportunamente taciuto dai principali canali d'informazione televisiva, tanto dai suoi perché privatamente posseduti quanto dai suoi perché pubblici ed opportunamente ripuliti) ed un malfidato alleato concorrente (Fini), bisogna tirare fuori i cannoni pesanti. E poiché difficilmente le bordate di fango marca Feltri potranno parare tutto (è già un miracolo che abbiano funzionato con Boffo), bisogna ricordare alla gente che non è a tutto questo che si deve guardare, ma alla bontà degli atti di governo.

Come ad esempio la ricostruzione in Abruzzo. Si erano promesse le case a settembre? Bisognerà far sapere alla gente che i terremotati hanno avuto la casa a settembre. Si fa slittare Ballarò per dare a Vespa lo spazio di pubblicizzare la consegna delle prime case. Sui giornali fa notizia lo slittamento, che per carità è notizia di cruciale importanza, essendo un significativo esempio dell'aggressivo processo di normalizzazione delle reti televisive pubbliche per garantire l'assenza di voci che possano dissentire dalla propaganda disinformativa. Ma perché nessuno menziona il fatto che le case che verranno consegnate non sono frutto di un atto di governo, ma di una iniziativa della Croce Rossa, e che Onna (il paesino su cui il governo si farà immeritata pubblicità) è stato espressamente escluso dal progetto di ricostruzione perché giudicato a rischio alluvione?

permalink | scritto da in data 15 settembre 2009 alle 1:07 | Stampastampa
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