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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20091008

Crimen legis Diario

Cos'è un crimine?

La domanda non è retorica.

Che legalità e giustizia siano concetti distinti (non foss'altro che perché la prima è definita in termini molto concreti —carta canta, per così dire, almeno dai tempi del codice di Hammurabi—, laddove la seconda —mi si risparmi una maiuscola— rimane un concetto quantomeno fumoso oltreché astratto) non è cosa nuova.

Possiamo far discendere da questo, ed accontentandoci di lasciare al termine ‘criminale’ l'ambiguità che ha nell'uso comune, una distinzione tra criminalità e legalità?

Non è difficile trovare esempi di comportamenti illegali e che tuttavia non si potrebbero (almeno al di là del linguaggio tecnico giuridico che esula dalle mie conoscenze) definire criminali: dalla sodomia tra adulti consenzienti in uno qualunque dei momenti storici e luoghi geografici in cui è stata dichiara illegale al salvataggio di sudanesi alla deriva (caso, almeno questo, finito con tardivo buonsenso).

Più interessanti sono i casi di comportamento criminale nell'ambito della legalità. E non mi riferisco qui al caso di quelle leggi platealmente criminali delle quali non solo è piena la storia, ma si ritrovano esempi anche hic et nunc.

No, mi riferisco a quel tipo di comportamento che approfitta di insufficienze legali o più spesso lacune applicative (vuoi per connivenza, vuoi per disinteresse) per garantire immunità, sollevare da ogni responsabilità, di fronte alle drammatiche, tragiche conseguenze di un atto che già il semplice buon senso sarebbe dovuto essere sufficiente a sconsigliare.

I morti e gli sfollati di Messina non sono frutto di un annunciato disastro naturale, ma di criminale negligenza legalizzata, condoni e «piani casa». E poiché è tutto legalmente in regola, a piangerne le conseguenze saranno solo le vittime dirette, e dall'intera catena di artificî e protezioni che ha permesso ciò non cadrà un mattone. Come per tutto ciò i cui effetti vengono pagati da altri dieci, venti, trent'anni dopo.

permalink | scritto da in data 8 ottobre 2009 alle 15:25 | Stampastampa
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