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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20080417

Quan(d|t)o sono (geek|nerd) #5: la maggioranza che conta Il mio mondo

Mi consolo pensando che tra i lettori del mio blog i browser alternativi vincano a man bassa.

Percentuali di visite a questo sito per browser
Browser%
Firefox46,64
IE 6.x22,56
IE 7.x16,81
Opera 9.x6,40
Mozilla3,63
Opera1,79
Safari1,41
Konqueror0,38
Opera 7.x0,38

In totale, i browser Mozilla da soli costituiscono il 50,07% delle letture, mentre i browser Microsoft arrivano a stento al 39,37%. Le varie versioni di Opera raggiungono solo uno stentato 8,57% (la maggior parte del quale, temo, è costituto dalle mie stesse visite), lasciando per ultimi il browser della Apple ed il suo cugino per Linux (ambo i browser sono basati sul WebKit inizialmente sviluppato nell'ambito del KDE, poi pesantemente modificato dalla Apple per poter funzionare sotto Mac OS X e finalmente convergente per le librerie dell'ultima versione di KDE).

In definiva, un buon 60% di browser alternativi contro la Microsoft. E senza premio di maggioranza.

Mi sarebbe piaciuto poter fare similitudini tra i browser ed i partiti politici, ma l'unica che viene, ovvia e banale, è quella che associa l'Internet Explorer della Microsoft alla PdL, specificamente alla parte più beceramente e criminalmente berlusconiana della PdL. Con un po' di forzature in effetti si potrebbe probabilmente anche paragonare Opera all'Italia dei Valori: non è proprio software libero, ma è gratis e si sforza di seguire gli standard. Ha un piccolo gruppetto di seguaci fedeli, e per moltissime cose funziona molto meglio del browser open source maggiormente di successo, Firefox.

Ecco, Firefox in qualche modo dovrebbe rappresentare la sinistra; non è nemmeno tanto difficile trovare punti di contatto: è pesante (nonostante il tentativo di snellirsi rispetto al proprio predecessore, la Mozilla Suite), è profondamente ideologizzato (open source o morte) e fa anche alcune scelte che da un punto di vista razionale sono difficili da mandar giù, e per finire un certo numero delle sue caratteristiche migliori le avevano già fatte altri (Opera) e pure meglio.

Ci sono anche cose che fanno pensare che Firefox non sia proprio di sinistra: ad esempio il fatto di nascere dalle ceneri di una suite per il web di stampo commerciale anche quando gratuita, poi liberata al pubblico quando Netscape si è resa conto di non poter più competere con Microsoft. Un po' come se la sinistra italiana nascesse dalle ceneri del PD, dopo che il PD si fosse reso conto di non poter competere con Berlusconi. Non qualcosa che nasce come sinistra ideologica, ma qualcosa che diventa sinistra, e che prolifica grazie alle proprie capacità. Perché soprattutto Firefox è tutte quelle cose che la sinistra italiana non è mai stata, ma che avrebbe dovuto essere.

Per esempio, ha realizzato, in concreto. Non ha mai fatto ostruzionismo, ha solo fatto critiche propositive, in competizione attiva con l'avversario per fornire qualcosa di molto meglio all'utente; persino la Microsoft alla fine ha dovuto riconoscere la potenza di Firefox, vedendosi costretta a far uscire quasi in fretta e furia una nuova versione di Internet Explorer (la 7.0) che almeno di facciata pareggiasse alcune delle moltissime cose in cui era stata lasciata a piedi dalla competizione. Probabilmente (sperabilmente) troppo poco troppo tardi, ormai Firefox è lanciato, e gli unici ostacoli che ha sono l'ostruzionismo di alcuni (sempre meno) siti che si rifiutano di adeguarsi agli standard, e l'ottusità degli utenti, nonostante il danno che la navigazione (e la gestione della posta elettronica) di stampo Microsoft arrechino quotidianamente al loro computer.

Ancora, Firefox è spalleggiata da una vasta campagna pubblicitaria per i grandi vantaggi concreti che ha offerto, continua ad offrire, ed offrirà agli utenti. La campagna è efficace non solo per l'immaginifica fantasia delle immagini:

Firefox cuddles tits Get Firefox tits
ma anche e soprattutto perché ha dietro la solidità della realtà del vantaggio, e non fumose parole.

E Konqueror e Safari? Non so, qualcosa che mette insieme radical geek e radical chic. I Verdi?

permalink | scritto da in data 17 aprile 2008 alle 16:49 | Stampastampa
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