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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20080324

Il costo del proprietario Diario

Mio padre, che è tanto attento al vendor lock-in per quanto riguarda l'hardware (ad esempio, occhio alle batterie! che siano di tipo classico e non speciali! quanto ti costa poi altrimenti doverle sostituire?) oggi ha imparato sulla propria pelle il costo dell'ottusa chiusura dei formati dati proprietari e protetti da DRM.

Qualche anno fa la mia Sorella Maggiore gli regalò un registratore Hi-MD della Sony, con ottima qualità di registrazione (motivo dell'acquisto), ma chiusura totale: audio salvato nel formato proprietario della Sony (ATRAC) protetto da OpenMG ed accessibile solo tramite SonicStage.

I primi dolori si sono presentati quando, sostituiti la scheda madre ed il disco fisso del suo portatile, mio padre si è ritrovato a dover reinstallare tutto, incluso il suddetto SonicStage. Solo dopo grandi dolori e tentativi, inclusi vari aggiornamenti e ritorni alle vecchie versioni siamo riusciti ad avere un'installazione apparentemente funzionante del programma.

Oggi, il tristo impatto: il programma è andato in crash durante il trasferimento dati dal minidisc al computer, causando la perdita degli stessi sia sul minidisc sia sul computer. Scopro poi, durante i miei tentativi di recupero, che il minidisc è fisicamente danneggiato (che sia questo ad aver causato il crash di SonicStage? non lo sapremo mai).

Mio padre può dire addio a tutto ciò che c'era dentro. Benché io possa fare (e lo sto facendo) una copia identica del minidisc (o almeno di quello che si può recuperare: dopo tutto, sembrano esserci solo 264kB di danni su quasi 500MB di dati), che possibilità c'è di recuperare i dati effettivi, le registrazioni? Praticamente nessuna.


La possibilità di accedere ai dati al di fuori dei ristretti canoni imposti da certi produttori viene raramente presa in considerazione quando si sceglie di comprare o usare un prodotto, hardware o software che sia. Eppure, questa dovrebbe essere la prima ed imprescindibile condizione, poiché nessuna quantità di denaro ci potrà restituire dati persi ed irriproducibili. (Ma chissà perché questo è un punto su cui chi sostiene ad esempio che il TCO (Total Cost of Ownership) del software libero è più alto di quello del software proprietario non tiene conto.)

Persino l'affidabilità stessa dell'hardware, ad esempio, è meno importante: perché se di qualcosa puoi fare infinite copie quando e come vuoi, ha poca importanza se poi il supporto originale cede. Ma un dato replicabile una ed una sola volta, sotto particolari condizioni, una volta perso è perso irrimediabilmente.

È interessante in che modo Linux può servire da metro di giudizio quando si valuta l'acquisto di qualcosa. In linea di massima, se qualcosa supporta o è supportata da Linux, allora, lo si può comprare serenamente; se non lo è, si può considerare il mancato supporto come il primo campanello d'allarme.

Anche chi si ostina a rimanere nella trappola del mainstream (MS), anche chi sceglie come alternativa il Mac, anche chi considera Linux roba solo per tecnici smanettoni con tempo da perdere, può arrivare a vedere come la strenua e continua lotta che Linux ed i suoi utenti devono compiere per sopravvivere nella minoranza e nella diversità è fortemente legata all'interoperabilità, alla possibilità dell'accesso alternativo, agli standard fatti e rispettati, all'apertura.

permalink | scritto da in data 24 marzo 2008 alle 0:15 | Stampastampa
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20080322

Potere comprare Diario

Sto cominciando a prendere in considerazione l'idea di comprarmi un nuovo portatile. Benché il mio attuale sistema sia ancora adeguato alle mie bisogna, i primi segni di stanchezza (dal disco fisso nuovamente cliccheggiante alle ventoline di raffredamento che ogni tanto sbiellano e grattano) mi fanno pensare che sia ora di cominciare a guardarsi intorno: tengo in preferenza la possibilità di comprare nuovamente un Dell, essendomi trovato piuttosto bene con il mio precedente acquisto, ormai quasi 6 anni fa, ma non nego che non mi dispiacerebbe avere tra le mani un Lenovo (leggi IBM).

Il motivo di tanto anticipo nell'indagine (non prevedo di comprare un sistema nuovo entro l'anno, in realtà, pur non escludendo la possibilità) non è solo il mio essere un compratore oculato e previdente (basta ridere, davvero): in effetti, quando si tratta di informatica sono anche piuttosto esigente: la cosa, d'altra parte, è inevitabile, essendo il computer per il sottoscritto non solo una mia grande passione, ma anche un imprescindibile strumento lavorativo; e questo mi crea qualche ostacolo, oltre ad indirizzarmi pesantemente nella scelta del fornitore.

Ad esempio, uno dei motivi che mi spinse a prendere un Dell quasi 6 anni fa fu il fatto che non solo erano praticamente l'unico fornitore a permette una grande personalizzazione del sistema (il tutto peraltro online, cosa da non disprezzare anche per la possibilità di ridurre al minimo i contatti con altri esseri umani), ma per di più erano l'unico a permettere di scegliere non solo la lingua del sistema operativo (inglese vs italiano), ma anche il layout di tastiera: e per chi come me fa grande uso quotidiano e lavorativo di simboli quali \`~{} è da suicidio dover usare il layout nazionale, che ha questi simboli in punti di difficile accesso, quando li ha affatto. Così la mia scelta fu Dell anche per la possibilità di avere Windows XP in inglese, ed una tastiera americana.

Peccato che la Dell non offra più la possibilità di prendere un computer con il layout americano. Chissà se posso esercitare pressione sul commerciale minacciando di passare ad altro … a chi altri, poi? E funzionerebbe mai un ricatto del genere, da un singolo privato?

L'altra questione non da poco è quella del sistema operativo: se 6 anni fa potevo anche accettare di pagare per la licenza di Windows XP (sistema che, dopo tutto, usai a lungo), la cosa è totalmente fuori discussione ormai che sono integralmente passato a Linux. Per quale dannato motivo dovrei sborsare soldi per permettere alla Microsoft di gonfiare le statistiche di vendita del suo nuovo sistema operativo, quella merda di Windows Vista, se ho intenzione di formattare il disco fisso per mettere Linux appena ricevo il computer? (E fosse solo Vista … no, c'è tutta la carrellata di porcate varie che il rivenditore non può fare a meno di caricare sul computer: già con il computer di mia madre, che ho faticato a trovare con Windows XP, mi sono dovuto perdere mezza giornata solo per riformattare ed installare tutti e soli i programmi che le interessavano.) E se anche volessi tentare la procedura del (dovuto) rimborso, perché mai dovrebbe essere un a posteriori invece che un a priori? Se io so già che non lo userò, perché devo comprarlo?

Per questo intanto mi sono andato a firmare la petizione per la liberalizzazione del software: per chiedere che per legge sia imposto ai rivenditori di scindere il prezzo dell'hardware da quello del software, e di consentire l'acquisto del primo senza il secondo. Dopo tutto, se cominciamo a pensarci adesso, può anche darsi che diventi legge prima che io mi dedichi concretamente all'acquisto, no?

permalink | scritto da in data 22 marzo 2008 alle 11:31 | Stampastampa
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