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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20090316

Il Rombo Intermezzi

Non so bene perché, ma a me il processo a Joseph Fritzl fa venire in mente il romanzo di Günter Grass

permalink | scritto da in data 16 marzo 2009 alle 10:42 | Stampastampa
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20080901

Large Mayan Collider Diario

Tempo fa un fisico mi parlò non proprio lodevolmente dei cosiddetti fisici ‘particellari’, ovvero di quei fisici che si occupano delle particelle che dovrebbero essere a fondamento della struttura della materia.

Uno dei motivi a base della scarsa stima, se non ricordo male, è l'approccio da codesti fisici usato per comprendere la suddetta struttura della materia. Il metodo da loro utilizzato, infatti, è paragonabile alle azioni di colui che per comprendere com'è fatto un tavolo lo scagli a folle velocità contro un muro, per poi studiarne i frammenti.

Questo è infatti il tipo di esperimenti che vengono condotti all'interno degli acceleratori di particelle, l'ultimo dei quali, il Large Hadron Collider, ha ultimamente raggiunto persino Repubblica.it a causa dei presunti rischi apocalittici dell'esperimento che vi si condurrebbe tra una decina di giorni.

Tra i tanti rischi che una fetta minoritaria della comunità scientifica ha ipotizzato, l'unico presentato da repubblica è la generazione di un buco nero stabile che finirebbe con l'inghiottire la Terra.

Faccio presente che la scelta dei 4 anni (anzi! 50 mesi) è tutt'altro che arbitraria (e purtroppo anche tutt'altro che fisica): sarebbe piuttosto da ricondurre a certe apocalittiche aspettative per il 2012 delle quali ho già avuto occasione di parlare. Vuoi vedere che, come suggerito con opportuno senso dell'umorismo su #linux-it qualcuno ha ipotizzato un aumento esponenziale del numero di credenti, qualcun altro una crescita nel numero di suicidi, soprattutto suicidi di massa. A mio parere, la caratterizzazione principale degli ultimi anni di esistenza del nostro pianeta sarà la violenza.

Non parlo di violenza istituzionale (dalla Genova del G8 all'Abu Ghurayb, dalle guerre d'invasione alla soppressione del giornalismo d'opposizione, dall'odio razziale a quello religioso). No, la violenza che si diffonderà alla fine del mondo sarà quella più privata ed edonistica: di branco magari quando non individuale, ma comunque soggettiva e finalizzata a soddisfazione a breve, brevissimo termine.

Stupro e saccheggio, in cima alla lista. A seguire, l'omicidio, probabilmente in larga misura a carattere difensivo. Per pacifisti e nonviolenti non suicidi ci sarà una buona probabilità di scomparsa prima della fine del mondo, vittime della fame se non della violenza altrui.

Laddove il classico futuro distopico postapocalittico, almeno nella letteratura fantascientifica, produce comunità sostanzialmente isolate più o meno piccole e di stampo spesso fascistoide, la certezza di una assenza di futuro renderebbe totalmente inutile la sussistenza di una qualunque forma di contratto sociale: ne conseguirebbe pertanto il crollo di qualunque struttura sociale attualmente esistente (che nei futuri distopici è causa di cataclismi naturali o artificiali) e la mancata rinascita di alternative (che nei futuri distopici è dettata dalle prospettive di coesistenze future).

In fin dei conti, uno dei pilastri (magari impliciti, magari inconsci) alla base del rispetto e della tolleranza della Vita (o di opportune forme di vita) necessari per la coesistenza e convivenza è la prospettiva di una, collettiva se non individuale, eternità. A leggere bene, persino il famoso Tantra Totem che nella sua ridicolezza ha assillato le nostre caselle email presuppone che ‘qualcosa’ resterà.

Ma tolta codesta prospettiva, a chi non scegliesse di lasciarsi morire o di anticipare la fine non resterebbe molto altro da fare. Qualunque progetto, qualunque idea si abbia in mente sarà irrealizzabile, nei quattro (anzi probabilmente meno) anni che si prospetterebbe a ciascuno di noi, e a tutto quello che ci circonda. E poi, a che pro fare qualcosa? Persino viaggiare, nel caos da panico e violenza che si prospetta, sarà difficile se non impossibile.

C'è anche la possibilità che una ristretta cerchia di persone si metta al lavoro (o meglio cerchi di mettere al lavoro qualcuno) per sviluppare un modo per spostarsi su un altro pianeta (con qualche meccanismo di terraformazione). A prescindere dal successo di una tale iniziativa, agli altri non resta altro che sesso e possesso.

Oh sì, meditazione, preghiera, ascesi. Rifugiarsi anticipatamente in un mondo (spirituale) che sia già altrove. Ma per quanti invece la guida non sarà altro che la coscienza del fatto che non avrà più alcun senso prendere in considerazione le conseguenze delle proprie azioni?

Caos e violenze, dicevo. Per questo se anche dovesse venirsi a creare un pericoloso buco nero, la notizia non verrà resa nota tanto presto. E solo quando gli effetti saranno sotto gli occhi di tutti se ne parlerà ufficialmente.

E cosa farete voi allora?

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