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Non esser mai! Non esser mai! Più nulla,
ma meno morte che non esser più!

Diario

20051230

Cinquanta novanta Diario

Non mi sono mai fatto misurare la pressione. Così, poiché ho una sorella iscritta a medicina e che finalmente comincia a studiare queste cose, stasera le ho fatto fare un po' di pratica. Solo che i risultati sono un po' sotto la norma (100 di massima e 50 di minima, ho fatto la prova io stesso e m'è venuto addirittura 90 di massima). Ora la domanda è: l'abbiamo misurata male o soffro di pressione bassa? Per di più, m'è anche sembrato di sentire una specie di soffio. Mi sa che dovrò farmi visitare più seriamente.

Stasera, trentesimo anniversario di matrimonio dei miei (ho fatto due calcoli, quando mia madre aveva 27 anni e mio padre 32 quando si sono sposati), ci siamo visti Nighmare before Christmas. Il musical non è un genere che mi attira molto, ed ascoltarli doppiati ne detrae almeno metà valore. L'idea è molto interessante e ben giostrata, permettendomi di rivalutare Tim Burton. Ma mi sa che dovrò aspettare di vedere Edward Mani di Forbice per rivalutarlo appieno.

Ed intanto sfuma la puntata a Ragusa per ascoltare il concerto di Vinicio Capossela. Mi dispiace. Spero ancora in qualcuno che mi accompagni.

permalink | scritto da in data 30 dicembre 2005 alle 22:41 | Stampastampa
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Serio moto Diario

Quest'oggi è andata meglio, tra la sveglia 'precoce' (almeno per gli standard degli ultimi giorni), il sole che splendeva e nessuna nuvola a minacciare pioggia. Abbiamo corso poco più di dieci minuti, seguiti da un po' di lardominali e qualche allungo; siamo ancora ben lontani da riprendere la forma di qualche anno fa, ma cominciamo a risalire la china. Speriamo che duri.

Novità curiosa, la mia diffusissima presenza in Internet ha permesso ad una vecchia conoscenza (di me e mia sorella) di ritrovarci. La vedo coma una cosa positivia, i piccoli e grandi ingranaggi del mondo che continuano a girare alle nostre spalle e sotto terra, per porti riportare alla luce qualche pupazzetto del passato. E qualche nuova email a cui rispondere ...

Dall'altro lato, l'ombra scura della memoria che continua a perseguirmi, e tutte le cose che inevitabilmente riportano Lea alla memoria. Non ho nessuno da rimproverare se non me stesso e la mia incoscienza e debolezza di allora: sapevo che se non fosse stata la persona giusta sarebbe diventata, volente o nolente, una persecuzione (o dovrei piuttosto usare il termine inglese, molto più adatto: haunt, che è quello che fanno i fantasmi che occupano le case). E la sensazione che il peggio deve ancora venire.

permalink | scritto da in data 30 dicembre 2005 alle 15:11 | Stampastampa
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20051229

Pendenze Diario

Mi sento circondato da una mancanza di voglia di fare. Da un lato le circostanze non invitano, come per la corsa ed il tempo che volge al peggio (solo qalche piccolo schizzo di pioggia, per carità) proprio nell'ora in cui, subito prima di pranzo, di solito andiamo al campetto, io ed Alex. Dall'altro, voglie ed idee che non giungono a maturazione, né hanno una spinta sufficiente ad incoraggiare la lunga seduta lavorativa. È il caso dell'ormai famigerata email, è il caso del concerto di Vinicio Capossela a Ragusa per Capodanno, è il caso di un paio di riflessioni su cui rimugino ogni sera prima di addormentarmi e che al mattino non hanno più quella carica che sotto le coperte era quasi sufficiente a farmi alzare per metterle per iscritto: sarà che la notte porta consiglio, o sarà che al mattino appena alzati la voglia di fare manca?

permalink | scritto da in data 29 dicembre 2005 alle 12:18 | Stampastampa
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20051227

Niente male Diario

Unica incombenza non assolta, l'email di risposta all'ormai lontano tentativo di riprendere contatto della lei non Lei. È difficile ricominciare.

In cambio, sono persino andato a correre con Alex, e ne ho ricevuto in dono, finalmente, La città perduta.

Piccole gioie.

permalink | scritto da in data 27 dicembre 2005 alle 17:51 | Stampastampa
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Calma piatta Diario

I giorni di Natale quest'anno sono capitati in un periodo particolarmente misantropo: i contatti sono stati quasi esclusivamente virtuali (SMS ed Internet), con l'ovvia eccezione della famiglia e dell'amica statunitense della sorella maggiore che ci ha raggiunti il 25 sera.

Poche cose fatte, salvo le solite quattro chiacchiere, ma già da ieri sera le cose cominciano a mettersi in moto: una partita a Risiko interrotta per andare a vedere Harry Potter ed il calice di fuoco, film gradevole, con fama di dramma eppur non privo di momenti che suscitano ilarità. Certo, ci si aspetterebbe che al quarto film i ragazzini (sempre più cresciuti) avessero imparato a recitare, ma non si può volere tutto dalla vita.

Anche oggi parte bene, con ben sei pagine del sempre lento ma crescentemente interessante Rombo di Günter Grass. Un aggiornamento al blog. La voglia di rispondere ad email. Il progetto di andare a correre con Alex nel primo pomeriggio. Ed una coppia di amici (con figli piccoli) che vengono a cena.

Manca solo lo studio, in cui invece ad esempio la Sorella Minore è immersa praticamente da quando è arrivata.

permalink | scritto da in data 27 dicembre 2005 alle 11:00 | Stampastampa
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20051224

Impilati sotto l'albero Diario

Quattro film in DVD (Alla ricerca di Nemo, Prova a prendermi, Un eroe borghese e La tigre e il dragone). Cinque CD della Deutsche Grammophon, chitarra classica suonata da Narciso Yepes. La 10th anniversary edition di Myst (3 DVD con Myst, Riven ed Exile). Una maglietta in carne e due magliette con le maniche lunghe. Biscotti. Una chiavetta Acer da 1 GB, con radio e elettore MP3.

Ed una piacevole serata in casa con la mia famiglia. (Mi dispiace solo di avere inizialmente litigato con la sorella di mezzo, e che i regali che avevo ordinato per lei e per la minore non sono arrivati in tempo.)

Sono troppo, ed immeritatamente, fortunato.


permalink | scritto da in data 24 dicembre 2005 alle 23:54 | Stampastampa
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20051223

Evergreens Diario

Alla Chiave c'è una piccola serata, con la proiezione di Oldboy ed a seguito un acustico di Cesare Basile.

Vado a vedere il film nonostante la recensione di Sim mi avesse a suo tempo reso scettico. Non amo la violenza né le scene particolarmente forti visivamente; ma contrariamente alle mie stesse preoccupazioni, il film mi risulta (visivamente) tollerabile. E merita a mio parere un giudizio positivo, benché lo possa facilmente (e vivamente) sconsigliare ai non amanti del genere (un genere tra l'altro assimilato anche nel tarantiniano Kill Bill).

Di Cesare Basile posso parlare ugualmente bene, almeno musicalmente (purtroppo gli spettatori erano abbastanza caciarosi e quindi per i testi non posso dire granché per il semplice motivo che non li ho molto sentiti, proprio a livello auditivo). Durante lo spettacolo, m'è venuto stranamente in mente che tutti i 'grandi' cantautori del mio (peraltro limitato) repertorio (mi veniva in particolar modo in mente Fabrizio de André, non so perché) hanno cominciato un po' così, cantando nei locali, localini e localetti. Chissà se vuol dire qualcosa (il fatto che mi sia venuto in mente).

Sono tornato subito a casa, a fine serata (trascinandomi dietro la scia di fumo rappreso ed accumulato alla Chiave) più che altro per mancanza di compagnia. C'era Pirru già per la visione del film, ma durante la pausa tra proiezione e concerto ci siamo persi. C'era Grecista, di cui ho finalmente conosciuto il ragazzo, e sarebbero dovuti esserci anche Hooverine e qualche altro marforico, ma non sono riuscito ad individuarne nessuno, benché abbia intravisto almeno un accompagnatore.

Riflessioni sul tema hanno cominciato a prendere forma nella mia mente, ma non sono ancora mature.

permalink | scritto da in data 23 dicembre 2005 alle 2:12 | Stampastampa
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20051221

Per la maggiore Diario

A causa di una, uhm, piccola distrazione ieri abbiamo fatto le quattro online, con Hooverine e Pirru. Tre teste ragionano meglio di una, anche se quella mia e di Hooverine in confronto a quella di Pirru si possono sì e no considerare dei booster, poiché la maggior parte del lavoro l'ha fatto in fin dei conti lui. Così, stamattina il mio tardo risveglio, dopo non più di sei o sette ore di sonno, è stato offerto dalla ditta Sorella Maggiore & co, finalmente tornata.

Anche lei ha riso alla vista dei miei capelli, citando Zits ("come fai ad avere un look così appena alzato dal letto?"), e benché mi fossi effettivamente appena alzato, devo dire con rimorso che la pettinatura porcospinosa disordinata mi accompagna già da ieri sera, causa orribile shampoo.

Sono stato da Hooverine, ieri sera, una cenetta a base di riso e clementine prima di vedere Veronika Voss, di Fassbinder, regista che credevo di non conoscere salvo poi scoprire essere anche dietro Il matrimonio di Maria Braun. Scopro anche che Fassbinder è l'autore dell'opera teatrale che soggiace al Gocce d'acqua su pietre roventi di Ozon. Osservazione che viene fuori anche durante la conversazione spicciola durante la cena: alla mia profonda incultura nella maggior parte delle arti si aggiunge una disordinata, dissociata conoscenza per quel poco che so: opere (quadri, musiche, libri, film) che conosco, ma di cui non ricordi titoli ed autori, e viceversa, nomi che riecheggiano nella mia mente senza trovare l'opera (o le opere) da cui li ho conosciuti, ammesso sempre che non siano solo autori e titoli che ho solo letto sfogliando le librerie dei miei.

Che ignoranza, Dio mio, che ignoranza ...

permalink | scritto da in data 21 dicembre 2005 alle 13:21 | Stampastampa
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20051220

Le sorelle sono tante ... Diario

Preparativi in casa per l'arrivo della Sorella Maggiore che se non in questo momento comunque tra non molto si troverà sul volo di ritorno dagli Stati Uniti. Si cambiano le federe ai cuscini e si mettono lenzuola nuove, si tira fuori il piumone pesante e si conserva quello leggero. Ed il sottoscritto lavora di 'concetto' sfruttando la propria altezza per tirare giù le cose dai ripiani alti degli armadi.

permalink | scritto da in data 20 dicembre 2005 alle 18:03 | Stampastampa
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La pigrizia andò al mercato Diario

In realtà al mercato c'è andato mio padre, ma la pigrizia è stata mia, nel prendere la macchina per andargli incontro e sollevarlo del peso delle buste mentre andava a prendere il pesce. Avrei potuto probabilmente andare a piedi, visto che erano due passi, ed anche se con la macchina sono stato alquanto fortunato (vicoli con poco traffico facilmente raggiungibili), il tempo impiegato non sarebbe stato tanto diverso.

Posso addurre come scusa che ogni minuto risparmiato sarebbe stato un minuto in più da dedicare allo studio, giacché ho finalmente ripreso ad approfondire i nuovi temi ed i nuovi strumenti che mi accompagneranno per i prossimi mesi (anni?) di lavoro. È roba che trovo interessante, per fortuna, ed anche geniale: mi vanterò di aver sospettato che qualcosa del genere fosse possibile già mentre leggevo gli antichi (anni '60) testi, quando ancora le innovazioni degli ultimi anni non erano ancora state concepite; poiché tuttavia il mio sospetto non era più di un "ci sarà pure un modo per fare così e cosà", il mio sarebbe un vacuo vantarmi. Piuttosto, dovrò cominciare a fare mente locale su cosa di queste idee andrà preso e portato agli strumenti richiesti per il futuro lavoro. E lì cominceranno dannazione ed esaltazione.

Per ora, sono semplicemente contento di aver ricominciato.

permalink | scritto da in data 20 dicembre 2005 alle 15:04 | Stampastampa
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20051219

Piccoli scavi archeologici Diario

La Sorella Minore, poverina, si sentiva sola oggi pomeriggio, un sentimento che ben s'intonava con la malinconia che mi accompagna da un paio di giorni e che certamente non è stata aiutata dalla nuova musica suggeritami finora. Così abbiamo frugato tra i vecchi CD e resuscitato MicroMachines v3. È stato bello reimmergersi nelle simpatiche piste, ridere e bestemmiare nello scoprirsi incapaci in un gioco in cui avevamo raggiunto una spaventosa maestria, anche se è durato poco (lo stomaco chiama, ed il ragazzo della sorella pure).

Ed è bello tornare ai vecchi tempi e scoprire di poterci ancora giocare, con le sorelle, nonostante screzi e lontananze.

permalink | scritto da in data 19 dicembre 2005 alle 22:12 | Stampastampa
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20051218

Differenti Diario

Una gioranta di recupero, quella di ieri, dopo la festicciola di laurea e compleanno di Hooverine di giorno 16.

Si comincia pomeriggio del 16, con una discesa in centro con il duplice scopo di andare a pescare qualche altro regalo e di prelevare Grecista, giunta da Siracusa per la suddetta festa. Andiamo insieme a cercare qualche regalo per la festeggiata, ed io ne approfitto per avere un aiuto a prendere quello per la Sorella Maggiore. Camminata e ricerca si portano via un'oretta e mezzo, e ci incontriamo infine davanti Savia con Hooverine e la persona che le ha riacceso la vita, usciti a far fare una passeggiata al cane. Mi piace la voce di costui, calma e profonda.

Diamo una mano con gli ultimi preparativi, in attesa che comincino a venire gli altri invitati. C'è anche la mia Babysitter, che porta il chili.

Passo la maggior parte della (purtroppo troppo fumosa) serata a chiacchierare con gli ex rezzonici, Grecista, Dora Markus, Killing Floor, Pirru (che ci raggiunge sul tardi, essendo stato al concerto di Nina Nastasia, da cui ne è uscito entusiasta, nonostante la malafigura che le ha fatto fare chiedendole una canzone che ella non ricordava). Assente ingiustificato e su cui ora pende una taglia, Sim che manda un messaggio di scuse.

Leggiamo qualche poesia di Artaud; prendiamo affettuosamente in giro Grecista che non vuole restare più a dormire da Hooverine (suo progetto iniziale) per non incontrare la fantasma che vive in quella casa; ed infine a questo si aggiunge la brutta notizia di un incidente subìto da due suoi amici a Siracusa, scivolati in moto sulla cera della festa della santa.

Le teniamo compagnia fino all'alba, facendoci un giro per Catania alle quattro di notte, lasciando appeso ad un albero un piccolo ricordo. Meta del giro, Scardaci, che nonostante la fama di essere sempre aperto, troviamo chiuso quando vi arriviamo davanti alle cinque, dopo un giro in effetti più lungo nel necessario ma che permette a Pirru di fare trofeo di un manifesto della sua amata cantante. Implorando con un tono sufficientemente patetico convinciamo i camerieri di Scardaci ad aprirci comunque, e facciamo bottino di tre cornetti ancora tiepidi, che consumiamo in piazza Stesicoro.

Passiamo le ultime ore a sonnecchiare su un divanetto di casa Hooverine, in attesa che si facciano le otto per riaccompagnare Grecista agli autobus che la riporteranno a casa, perché possa stare vicino agli incidentati.



Sono ormai abituato all'idea che ogni volta che, in previsione di incontri ed appuntamenti, la mia mente prende la tangente ed immagina svolgimenti e situazioni, le cose andranno poi sempre diversamente da come le ho immaginate. Ogni tanto penso che dovrei smettere di raccontarmi episodi di un telefilm a puntate con protagonisti reali, ma tutto sommato non fa male a nessuno e mi dimostra che la mia creatività non è stata ancora del tutto soffocata. Ben venga, quindi, anche quando comporta un po' di tristesse.

Lascerò perdere qui, l'Incompiuta di Schubert (ora in onda su Radio Tre, diretta da Riccardo Muti) non ispira a continuare.


permalink | scritto da in data 18 dicembre 2005 alle 12:54 | Stampastampa
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Habemus sora Diario

È arrivata la Sorella Minore (entrata in casa chiedendo "Dov'è il gatto?" e quando ho osservato "E certo, del fratello chi se ne frega!" ha risposto "Ma no, è perché sapevo che non avevi fatto la doccia.").

permalink | scritto da in data 18 dicembre 2005 alle 11:34 | Stampastampa
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20051217

Verità altrui Diario

Il manifesto della campagna verità che mi è passato sotto gli occhi stamani, quello su come internet ed inglese siano ora finalmente una realtà nelle nostre scuole, presenta un Berlusconi con una faccia che sembra quella di Robert De Niro/Al Pacino negli Intoccabili. O è una mia impressione?

permalink | scritto da in data 17 dicembre 2005 alle 8:50 | Stampastampa
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20051215

Un brutto risveglio Diario

Stamattina mi sono svegliato presto, verso le sette, per uscire da un incubo. Era qualcosa di investigativo e fantascientifico: non ricordo bene il contesto, c'era una strana storia di una donna che aveva ucciso i suoi tre assalitori in una stanza, e non ricordo più cosa non riuscisse a ricostruire bene. Un modellino della stanza con pupazzetti animati si trovava in un cassetto, ed io e qualcun altro, insieme, sfruttavamo questo fatto per ricostruire la sequenza. C'era qualcosa, nel sogno e subito dopo al risveglio, mi faceva pensare alla storia di Solaris. Una volta chiuso il cassetto (cosa che scoprivamo essere diffile perché delle monetine si erano incastrate dietro e ne bloccavano la chiusura completa, ci fu possibile guardare dentro (come attraverso un monitor tridimensionale) una replica della scena, di come le cose fossero andate: la donna che prendeva in mano uno degli oggetti con cui sapevamo era stato ucciso uno degli assalitori, e si lanciava contro di loro: i tre assalitori che si dividevano, così che la donna si trovava a fronteggiarne uno (che non era umano, ma una specie di dinosauro gelatinoso) con gli altri alle spalle, ed improvvisamente si metteva a piangere e lasciava l'oggetto, e poi come per ingraziarseli solleticava il gelatinoso che traballava tutto, ed allora noi che improvvisamente eravamo nella scena intervenivamo, e l'altra persona, che non ricordo chi era, scagliava l'oggetto contro il gelatinoso, uccidendolo. Non ricordo come morisse il terzo, ma ricordo che il terzo lo tiravo giù io attraverso il fondo del cassetto, ed il braccio si staccava così, e questo improvvisamente mi spiegava perché sulla scena del delitto il braccio non si trovasse.

Al risveglio, avevo ancora il mal di testa con cui ero andato a dormire ieri. Ora va già meglio.

permalink | scritto da in data 15 dicembre 2005 alle 10:37 | Stampastampa
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Anche con le migliori intenzioni (2) Diario

L'attività fisica non è mai quella sperata. Ieri ad esempio, benché il suolo sia rimasto bagnato tutta la giornata l'unico piovasco c'è stato verso le dodici e mezzo, quando saremmo dovuti andare a correre. In cambio, mi sono fatto una bella passeggiatona per cominciare a fare gli acquisti di Natale: girare a piedi per Catania è ben possibile, e l'unico inconveniente è che lo starsene ben imbacuccati (la temperatura è comunque quella che è) e camminare a passo svelto porta a ritrovarsi a casa in un bagno di sudore. Nulla che una bella doccia non possa curare, comunque.

Peccato però che dei quattro o cinque regali che avevo già in mente ne ho potuti trovare solo due. Dovrò fare un'ulteriore puntata quest'oggi, approfittandone per provare a liberarmi del registro di Jean-Michel e per portare alla Sorella di Mezzo un paio di programmini che le servono.

So già che per un regalo almeno dovrò cambiare idea: sarebbe dovuto essere L'uomo in più, il primo film del Sorrentino divenuto poi famoso per lo stupendo Le conseguenze dell'amore. Avrei voluto tanto comprarlo per la Hoova, ma da Ricordi mi hanno gentilmente (e lo dico davvero, e con sorpresa: da Ricordi hanno anche commessi gentili) informato che il DVD è fuori catalogo. Non è la prima volta che mi capita di incappare in una notizia del genere. M'era già successo con dei CD che ho cercato per anni spulciando meticolosamente tutti i negozioni, negozi e negozietti in cui sono incappato. E poi si stupiscono che la gente si scarica le cose da Internet ... Comunque. Per il regalo a Hooverine penserò a qualcos'altro.

Tornando a casa la sera, con un mal di testa incipiente, scopro con orrore che una delle ventoline del portatile è andata in sciopero. Lo smontaggio del pezzo per un'accurata pulizia richiede purtroppo lo smontaggio dell'intero portatile (tastiera, display, scheda video, scheda madre ed infine le ventoline), quindi per il momento mi sono dovuto limitare ad un'accurata pulizia di tutto il circondario. Nel farlo ho anche tolto un pelazzo infilato nel meccanismo della ventola, e parecchi quintali di polvere. Ho anche provveduto ad eliminare i più notevoli accumuli di sebo su tasti e compagnia bella, nonché ad un'accurata pulizia dello schifo più totale che si era accumulato sotto i reggipolsi. Nel procedimento, in qualche modo ho anche riattivato la ventolina, che ora girà benché a velocità ridotta. Sempre meglio di niente.

permalink | scritto da in data 15 dicembre 2005 alle 10:04 | Stampastampa
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20051213

Anche con le migliori intenzioni Diario

Probabilmente ho fatto troppo lo sborone meteorologico ieri, e per questo oggi il cielo ci ha graziato di una bella bufera: scrosci violtenti, tuoni e sibilar di vento. Non proprio il clima che più invita all'attività fisica. E nemmeno ad andare in dipartimento, ad essere sinceri. Eppurtuttavia mi sono fatto forza (e mi sono fatto accompagnare). Non che sia servito a molto. Non ho lavorato, non ho stampato l'articolo, non sono andato a correre e mi ha persino telefonato il responsabile dell'ufficio Europa per lamentarsi per i registri.

In cambio, si ripopola la chat marforica. Non è di quelle giornate in cui non si salva nulla.

permalink | scritto da in data 13 dicembre 2005 alle 22:30 | Stampastampa
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20051212

Sotto il sole cocente di Dicembre Diario

L'intenzione c'era, stamane, di andare in dipartimento, magari lavoricchiare un po', e poi andare a correre con Alex.

Tutto sommato, nonostante lo sfasamento dovuto alle piccole ore di veglia stanotte, non è andata tanto male, anche se in dipartimento non ho fatto niente perché sono arrivato dopo le undici e tra le piccole chiacchiere di saluto e altro si sono fatte le undici e mezza, ora in cui è spuntato Alex.

Mi faccio schifo. Ci facciamo schifo, forse dovrei dire. Già stamane mentre mi preparavo la mia panza mi dava quasi rabbia. Ed il correre e sentirsti subito sfiancati, e gli addominali che fatica mi hanno dato tristezza e convinzione. Almeno per questa settimana (ci riusciremo) dobbiamo provare a fare moto ogni giorno.

Provare, almeno, perché stendersi a fare gli addominali e sentire il piacevole sole sulla faccia, senza il venticello fresco eppure tagliente che t'investe se stai seduto o impiedi ... be', non involgia a muoversi, ma solo a giacere lì, rilassarsi e magari pensare agli sfigati nel resto d'Italia che al mattino devono spalar via la neve ... gne gne gne :P

(Scusate, sto rincoglionendo.)

permalink | scritto da in data 12 dicembre 2005 alle 14:48 | Stampastampa
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Quando le pale frullano Diario

Non è il modo migliore per iniziare la settimana. Peccato, perché dopo questo week-end di assoluto rilassamento e dolce far niente, mi sarebbe piaciuto andare a letto sereno.

Un sabato ed una domenica seduto alla scrivania (sai che novità), leggendo il forum marforico e chattando con i rispettivi utenti, chiacchierando e scherzando del più e del meno. Una cosa allegra e serena. Ho anche parlato con la Sorella Maggiore, negli States, cosa che da tempo non succedeva, e le ho anche trovato un regalo. Che bello, mancano solo i genitori ora. Ed anche Alex, forse.

Comunque, è qui che sarebbe dovuta finire, e sarei andato a letto sereno. Invece mi ritrovo (stupidità mia ... chi me lo fa fare? sembra quasi che me le vada a cercare) a discutere da un lato con un imbecille antisemita e dall'altra con una piagnucolona vittimista statunitense, ed in entrambi casi (ma di più nel secondo) mi trovo a rispondere con un crescendo di rabbia ed un frullamento di pale. Non so nemmeno se la risposta alla seconda abbia un senso, anche se grosso modo so cosa ho scritto, so di cosa ho parlato. D'altra parte, qualunque cosa abbia o avessi scritto, non sarebbe riuscita a penetrare l'ottuso coccio della presunzione nazionalistica, come nell'altro caso non è certo con argomentazioni analitiche e ragionate che si vince un lavaggio del cervello che di analitico e ragionato non ha proprio nulla.

Ed urtare contro stupidità ed ottusità non è certo il modo migliore di "tornare tra i vivi". Ma suppongo che sia inevitabile. E per fortuna c'è sempre chi ti sa risollevare il morale.

Almeno dopo questo articoletto mi sento abbastanza più sereno da rivolgermi alle mie coperte.

permalink | scritto da in data 12 dicembre 2005 alle 2:29 | Stampastampa
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20051210

Constatazioni e lamentele Diario

Non so se è perché crescendo io me ne rendo conto o ci faccio più caso, o se veramente le cose stanno degenerando mentre cresco e quindi ovviamente mi capita di incontrare situazioni del genere più spesso. Ma sta di fatto che con il passare del tempo noto un'acuirsi della sensibilità della gente alle parole degli altri; una sensibilità peraltro negativa.

Lasciamo perdere il solito sospettare delle migliori intenzioni altrui, il cercare di leggere nei complimenti qualcosa di negativo, foss'anche soltanto un maligno sarcasmo. La cosa forse (paradossalmente) più assurda è come anche le più neutre constatazioni vengano lette come lamentele.

Se mangiando un mandarino (o cinque o sei o di più ... ok, quasi una cassa, ma non è questo il punto) dico "questi mandarini sono pieni di semi" non voglio dire "non comprate più questi mandarini perché sono pieni di semi". Sto solo constatando il fatto che questi mandarini sono pieni di semi, senza voler attribuire a questo fatto alcuna valenza negativa.

Il discorso è ovviamente esemplificiativo, e benché si riferisca a fatti realmente avvenuti (anche se, ora che ci penso, si tratta di mandaranci, non mandarini) la cosa triste è che non è un aneddoto isolato.

E sarei anche disposto a credere che sono io ad essere pedante, che è il mio tono ad essere petulante, e che è questo che fa leggere agli altri una constatazione come una critica, e negativa per di più. Lo sarei disposto a credere, cioè, se non fosse che succede in continuazione, e non solo a me.

E questa cosa sarà? Una constatazione o una lamentela?

permalink | scritto da in data 10 dicembre 2005 alle 12:49 | Stampastampa
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20051209

Consegne Diario

Stamattina un insperabilmente breve raid in centro mi ha permesso di consegnare le tesi. Avevo ovviamente dimenticato ancora qualcosa, ma nulla a cui non si potesse rimediare con qualche fotocopia.

Un pensiero in meno (modulo la consegna del giudizio di ammissione finale di Jean-Michel, quando le poste si degneranno di recapitarlo). Eppure non vi è uno smaccato senso di sollievo, di liberazione. Forse perché già la giornata di ieri l'ho passata in assoluta nullafacenza, con relativa serenità (salvo l'ormai purtroppo immancabile perturbazione/persecuzione).

Qualche giorno di respiro ancora, e poi si ricomincia.

permalink | scritto da in data 9 dicembre 2005 alle 12:06 | Stampastampa
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20051208

All'insegna della memoria Diario

Avrei forse dovuto dedicare un articolo separato al sollievo che provo nell'aver tutto pronto con la consegna, salvo il giudizio di ammissione di Jean-Michel che al momento naviga nella posta italiana. Ma improvvisamente è cosa passata, ed è come quando il traghetto sta per arrivare ed in macchina aspetti che il ponte si abbassi per lasciar defluire le macchine: niente più pensieri. Siamo arrivati.

Invece questo articolo lo dedico alla memoria, agli ospiti della cena di oggi, amici di vecchia data di mia madre, ed ai loro racconti che sempre mi affascinano. Rievocazioni, commenti; tutto il substrato solido e compatto da cui sorgo anch'io, e che tuttavia conosco appena.

Sarebbe stupendo se l'eredità biologica e genetica portasse con sé anche quella della memoria, se fosse possibile il travaso delle conoscenze e delle esperienze passate dei nostri genitori, e dei loro genitori prima ancora, e così via a risalire e risalire ancora. C'era un racconto si C. J. Cherryh su questo argomento, lo spuntare di un 'nuovo', un bambino senza memoria, in un contesto dove la maggior parte della gente era reincarnata. È un tema presente anche, in qualche maniera, nel gioco Albion.

È un tema, quello della memoria, che rasenta facilmente l'ossessione; dimenticare le cose, come altre alterazioni della memoria, sono sintomi della vecchiaia, della metà discendente della parabola della vita, quella che spesso vorremmo evitare (per finire nel satirico vecchio che dice "Dio te ne scampi" al giovane che osserva come la vecchiaia sia debolezza e malattia). Eppure, a cosa serve veramente, la memoria? Sembra che in qualche modo gli esseri umani, come collettività, non siano veramente in grado di imparare dalle esperienze passate; e la memoria porta con sé nostalgia e tristezza; per come le cose erano e non sono più, quando sono ricordi piacevoli; per come le cose erano allora, quando piacevoli i ricordi non sono.

O forse sono solo io che la vivo così.

permalink | scritto da in data 8 dicembre 2005 alle 0:10 | Stampastampa
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20051207

Verso la fine di un incubo Diario

Stamattina sono finalmente riuscito a far firmare le tesi. Tre copie di quella di Jean-Michel siedono ora sulla scrivania del coordinatore, le altre sono pronte per essere consegnate in segreteria.

Le mie sei copie sono in rilegatoria, e fino all'ultimo i capricci del destino hanno reso difficile la stampa di un ulteriore (non firmato) frontespizio, che fungerà da copertina.

Non riesco quasi a credere che il tunnel sia prossimo alla fine, che stasera potrò finalmente dire "ci siamo", e che dopodomani (l'Immacolata che ruba giorni utili per la consegna!) potrò, se tutto va bene, liberarmi di questi immani pesi.

permalink | scritto da in data 7 dicembre 2005 alle 13:54 | Stampastampa
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20051206

L'ultimo giorno Diario

Auff. Tutto stampato. Alcune delle pagine a colori sono venute con un nero orribilmente sbiadito (ovviamente, la cartuccia nuova era solo quella del colore), ma ormai non m'importa più nulla. Tutto pronto, ogni singola copia, con il suo bel frontespizio corretto (grazie ad una mia collega).

E l'imprendibile coordinatore di dottorato, che sembra quasi lo faccia a bella posta di evitarmi anche dopo avermi detto di farmi trovare davanti la porta del suo studio: il tempo di andare a prendere le tesi (sei copie per ciascuna, quella mia e quella di Jean-Michel; stiamo quindi parlando di millecinquecento/duemila fogli) e lo intravedo che se ne sta andando ... e che per giunta mi intravede ed esita un attimo prima di volatilizzarsi.

Ancora un giorno di pazienza. Poi lo vado a trovare a casa, se necessario.

Ora, posso capire che la gente trovi il mio blog cercando blog grecista ... ma chi l'ha trovato cercando trunzo?

permalink | scritto da in data 6 dicembre 2005 alle 23:31 | Stampastampa
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20051205

E piansero i tronchi nel bosco Diario

Ri-stampata la testi, stavolta riveduta e corretta e, speriamo, in versione definitiva. Un altro migliaio di fogli di carta (cellulosa e polvere di marmo) vengono così consumati … per non considerare le pagine a colori che devo ancora stampare.

Sono cresciuto all'ombra di un padre la cui professione, ingegnere, richiede periodicamente l'uso di disumane quantità di carta. Fogli su fogli per descrivere in dettaglio progetti, planimetrie, capitolati, stati avanzamento lavori e chi più ne ha più ne metta. Sono cresciuto con il periodico prestare la mia mano sinistra, mentre le mie sorelle prestavano la destra, per firmare e timbrare questi vogli. Sono cresciuto in un'oceano di carta per disegnare e prendere appunti, fogli su fogli con una facciata piena di ex calcoli ed ex planimetrie ed ex questo ed ex quello. Ed ho sempre pensato che forse il più serio motivo per cui l'ingegneria è nemica della natura è proprio questo, forse più dei ponti e delle strade e dei palazzi e delle macchine che ne risultano.

Chissà quando arriverà il futuro, quando potremo fare a meno di preoccuparci una settimana prima della data di consegna, causa il tempo perso a stampare ed a fare firmare le copie.

L'informatica fornisce ormai la possibilità di spedire in giro documenti elettronicamente, e la crittografia a chiave pubblica può anche garantire l'autenticità dei documenti. Sarebbe possibile produrre e consegnare quante copie si voglia di qualunque documento, in versione elettronica, nel giro di una mezza giornata, giusto per dargli il tempo di fare il giro delle caselle email per permettere a chi di dovere di apporre le proprie firme elettroniche. Ci si potrebbe risparmiare i soldi della rilegatura, le escursioni alla posta o all'ufficio dottorato, e chissà quanti alberi.

permalink | scritto da in data 5 dicembre 2005 alle 18:58 | Stampastampa
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20051204

Un fiorino Diario

Ed un voto in più per Rita Borsellino. Ed uno in meno per Latteri.

permalink | scritto da in data 4 dicembre 2005 alle 16:31 | Stampastampa
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Il paziente esploratore Diario

Mi ero dimenticato quanto fosse farlocco Internet Explorer, quella ciofeca di programma che fin troppa gente usa per navigare in Interent. Oggi, quasi per sfizio, ho aperto la stessa pagina tre vole, prima in Opera poi in Mozilla ed invine in IE. Pagine semplicissime, poco testo ed un paio di immagini. Ed Internet Explorer che impiegava secoli ad aprirla.

Quanta santa pazienza devono avere gli utonti che non si prendono la briga di passare ad altro ...

permalink | scritto da in data 4 dicembre 2005 alle 12:57 | Stampastampa
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Una lunga tirata Diario

L'altro ieri sera il professore mi chiama verso le sette e mezzo per dirmi che ha finito di correggere la tesi. Me la lascia in busta nella casella postale dei dottorandi, ed io la prendo l'indomani mattina (cioè ieri) cogliendo l'occasione per andare a correre con Alex. La corsa non è granché (Alex ritarda, ed il ginocchio lo costringe a smettere dopo cinque minuti a stento), ma le chiacchiere sdraiati al sole a fare addominali è sempre piacevole e rilassante. Ed Alex si sfoga e nel brainstorming gli vengono le idee. Se non mi cita lo picchio.

A casa, passo il pomeriggio a rivedere le correzioni suggerite dal professore. Aggiungo, sistemo, ripulisco, schiarisco. Se ne va tutto il pomeriggio, e la sera. Le ultime rifiniture mi portano fino all'una di notte, ma sono soddisfatto.

Sono soddisfatto perché, se Dio vuole, è finita. Sono contento perché il professore l'ha veramente letta tutta, con cura, illustrandomi dove le cose non funzionavano, e perché, e dove non si capiva una mazzen di quello che cercavo di dire. Sono contento perché mi ha anche fatto i complimenti (noticina a fine tesi). E sono contento perché questo girone sta finendo.

permalink | scritto da in data 4 dicembre 2005 alle 10:13 | Stampastampa
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20051202

Con la testa nel pallone Diario

In qualche modo, era prevedibile che oggi, giorno del colloquio per l'assegno di ricerca, mi sarei sentito male. E puntualmente già dalla sera del giorno prima comincio a sentire i sintomi tipici dell'influenza, mal di gola, occhi gonfi e quella indefinibile sensazione che accompagna la malattia. Stamattina i sintomi non sono migliorati, quando mi alzo, ed anche se la tazza di latte caldo col miele, e la doccia nonostante l'idrofobia da influenza, mi aiutano a sentirmi meglio, il miglioramento è solo temporaneo. Quando arrivo in dipartimento, e passeggio nervoso ed assorto lungo un percorso troppo corto, in attesa dell'ora, ricomincio a sentirmi non troppo bene.

Comunque, è andata.

permalink | scritto da in data 2 dicembre 2005 alle 11:28 | Stampastampa
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20051201

Inchiostro pesante Diario

Sei copie in bianco e nero della mia tesi sono già pronte. Per quelle non è stato difficile: è bastato portare un dischetto (ok, questo è stato difficile, trovare un dischetto ed un modo per trasferirci sopra il file, giacché al momento il mio portatile è senza lettore floppy, sostituito dalla batteria supplementare) giù in biblioteca, insieme a due risme di carta, e lanciare la stampa dalla fotocopiatrice (che funge anche da stampante per i file PDF e potenzialmente anche da fax, se fosse collegata alla rete telefonica, come anche da stampante di rete, se fosse collegata alla rete del dipartimento) della biblioteca. Una cosa rapida ed indolore. Sono scemo a non averlo fatto anche con la tesi di Jean-Michel, mi sarei risparmiata una bella fatica. La parte pesante si sta rivelando la stampa delle pagine a colori: per queste, infatti, devo usufruire della stampante a colori dello studio comune di Fisica Matematica ed Analisi Numerica. Una l u m a c a. E per di più si scopre che la cartuccia colore è finita. Oh meraviglioso. E ciliegina sulla torta, il mio tutor ha correzioni da proporre. Visto, si ristampi. Ed il coordinatore che osteggia per il gusto di farlo.

permalink | scritto da in data 1 dicembre 2005 alle 11:23 | Stampastampa
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