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Il matematico in cucina #2: l'insalata di riso

Confesso di aver esagerato. A me questo piatto freddo, considerato tipicamente estivo, piace moltissimo. Piace al punto di farmi chiedere perché lo si consideri solo estivo, quando d'inverno lo si potrebbe mangiare con lo stesso gusto. E piace al punto di potermene mangiare un paio di porzioni alla volta. Ma stavolta confesso di aver esagerato.

Dunque. Innanzi tutto, gli ingredienti per una persona (io): ovviamente si parla di ingredienti seri, non quei preparati “condiriso” che vendono al supermercato (bleah):

Ovviamente, una persona normale così ci mangia per una settimana. Io ci faccio 4 pasti, se cerco di contenermi.

La preparazione è semplice. Si fa cuocere il riso; se possibile, si evita di farlo scuocere. Inoltre, le persone furbe preparano il resto mentre il riso cuoce. Io e l'Affine ovviamente abbiamo preferito aspettare che il riso fosse (s)cotto, in modo da dargli anche il tempo di impappettarsi un altro po' (nonostante l'olio) mentre preparavamo il resto. Se non altro abbiamo avuto la furbizia di rassodare le uova mentre il riso cuoceva.

Il resto: si tagliano le olive a pezzettini, si sbucciano ed affettano le uova (augurandosi che siano effettivamente sode, e cercando di non scottarcisi le dita), si affetta il pomodoro (i pomodori, se si ha avuto la pazienza di aspettare di fare l'insalata di riso invece di mangiarseli tutti —tranne uno— prima), si amalgama il tonno, si mescola tutto insieme, si aspetta che si raffreddi e lo si mette in frigo (possibilmente ricordandosi di non tenere la temperatura troppo bassa o ghiaccia tutto).

Devo comunque dire che nonostante gli intoppi è venuta piuttosto bene, quando l'abbiamo fatta. Ed è un vero peccato che oggi non abbia saputo resistere e me la sia finita tutta, quella che restava (un paio di porzioni abbondanti).

Pubblicato il 21/7/2007 alle 14.36 nella rubrica Il mio mondo.

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