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Le quattro di notte non sono colpa mia

A quanto pare l'anno scorso mi sbagliavo, non sarebbe stato l'unico anno in cui avrei festeggiato gli anni in un giorno diverso da quello del mio compleanno; e mi viene da chiedere: diventerà forse un'abitudine? Dopotutto, io e l'Affine lo facciamo a distanza di dieci giorni, e anche se quest'anno il motivo per la sincronizzazione della festa è stato l'ammassarsi di impedimenti per buona parte degli invitati (nel senso che avevano problemi a venire il giorno del mio compleanno, non che siano impediti), un suo senso il farlo ogni anno ce l'ha.

Non è che l'idea di festeggiare a dieci giorni di distanza mi dispiaccia, per carità: soprattutto considerando che il mio coinvolgimento nei preparativi spesso si limita a poco più che aiutare nel fare la spesa, accompagnare le persone in macchina e spostare i tavoli, e spetta poi principalmente alla Babysitter l'ingrato compito della cucina … però ecco, anche se a lei piace farlo (e a me piace consumare il risultato), e anche se capita che si prepari per quasi il doppio degli intervenuti (per cui volendo si potrebbe mangiare due feste di seguito, ma a dieci giorni di distanza non credo che sia proprio “di seguito”) … non so, l'idea di fare una festa sola suona anche più pratica. È qualcosa a cui mi sa che sarebbe il caso di pensare.

Intanto vorrei ovviamente ringraziare la Babysitter, per essersi come al solito presa carico del catering, con gli ormai soliti eccezionali risultati (e se dico soliti non lo dico per sminuirli, anzi il contrario). E lei e gli altri li ringrazio tutti insieme per la bella serata trascorsa insieme.

Yanez, per esempio, che fortunatamente quest'anno non ho dimenticato di invitare, e che mi ha regalato il pupazzo di Krusty il Clown; gli manca solo la levetta per farlo da passare da cattivo a buono (parlo ovviamente del pupazzo). (Ah, avrei voluto averlo quando siamo andati a vedere il film dei Simpson, eravamo l'unica coppia non a tema.) E gli Sposinovelli, che dedicano «Il futuro prevedibile» di Sir George Paget Thomson a “un geek che guarda (solo) al futuro”; ne abbiamo letto qualche pagina durante la serata: chissà se con il fatto che questo Nobel per la fisica non ne azzecca quasi nessuna mi vogliono dire qualcosa …

Otto (non pervenuto in quanto all'estero) e compagna (pervenuta nonostante fosse cotta dall'influenza), che hanno un modo bello di farmi ricordare quante sfaccettature hanno i romanzi e racconti illustrati, ad esempio con il malinconicamente bello S. Ed Alex e compagna, che hanno avuto la splendida idea di un regalo di coppia: ora c'è da vedere se l'apprezzamento dell'Affine per il mio bagno schiuma vorrà dire che sarà lieta quando lo userò o se invece vorrà dire che se lo ruberà lei. E se l'Affine lamentava di aver esaurito un filone di regali con i Marinai di Catan, la Sorella di Mezzo, ne inaugura uno nuovo con il primo volume di Girls.

Ai marforici intervenuti e non vorrei invece portare un rimprovero: per colpa loro sono andato a letto tardissimo, cosa che non sarebbe successa se non mi avessero regalato qualcosa che tanto desideravo. Ma di questo forse parlerò dopo.

Pubblicato il 8/10/2007 alle 13.35 nella rubrica Diario.

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