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La notizia pubblicitaria

Qualche tempo fa Repubblica.it ha riportato la notizia dell'avvenuta accettazione del formato OOXML (all'incirca quello usato dall'ultimissima versione di Microsoft Office) come standard ISO.

L'articolo ha i soliti toni entusiastico-sensazionalistici che il giornale usa per le notizie di informatica e tecnologie: più che di notizia, quindi, si tratta di un annuncio pubblicitario. Gratis.

Ora, se la cosa poteva anche anche essere accetabile ad esempio per l'uscita dell'ultima versione di Microsoft Office per Mac (ma mica tanto, in realtà; sempre più che in circostanze come queste), nel caso della standardizzazione dell'OOXML notizie da dare ce n'erano.

A partire dalla scelta del fast track nonostante la mole dello standard fosse più di 10 volte superiore a quella del già accettato standard ODF sullo stesso tipo di documenti, (standard che aveva richiesto anni per giungere ad essere approvato), per concludere con le irregolarità della conclusione del processo, passando per bazzecole come l'esplosione del numero di Paesi votanti subito prima del voto (la maggior parte dei quali, chissà perché ha votato “sì”) o le profonde irregolarità nelle votazioni già al livello delle commissioni nazionali, dalla Svezia alla Norvegia passando per la Germania (scusate ma mi sono scocciato di andare a pescare gli articoli, potete trovare quasi tutto su Groklaw).

Ecco, avrebbero potuto fare notizia, tutte queste cose. Invece no, solo pubblicità e per giunta con un giorno d'anticipo sulla pubblicazione del risultato. Sorge spontanea la domanda: perché, visto che era ben possibile fare giornalismo serio anche senza scendere in tecnicismi? (Ah, se poi si va sul tecnico si può parlare praticamente all'infinito di quanto l'OOXML sia tutto tranne che materiale per uno standard —ed infatti la Microsoft si è praticamente dovuta comprare una larga fetta delle organizzazioni di standardizzazione per poterlo fare passare.)

Fortuna che qualcuno si sta dando una mossa per indagare su queste irregolarità. E chissà che qualcosa non venga fuori.

Pubblicato il 5/4/2008 alle 11.20 nella rubrica Intermezzi.

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