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Io vado

Bloccato a Villa. Guardie forestali in sciopero. Non si passa, hanno bloccato tutti i treni, hanno bloccato i traghetti, hanno bloccato la qualunque, anche le autostrade. Non si esce da qui. C'è la nazionale libera, si può andare a Reggio se si trova un passaggio, un amico. Si cammina lenti, perché tutto il traffico è dirottato lì, ci sono i TIR che intralciano, ci vogliono due, tre, quattro ore per fare quei quindici chilometri. Ma dice che da lì organizzano autobus, si viaggia. Ci sono persino gli aliscafi per tornare in Sicilia, al limite. Io non la passo la notte qui. Io prendo e parto. Anche a piedi se necessario, ma non esiste che resto qui a Villa a passare la notte. Vado a Reggio. Vuoi che non diano un passaggio? Saranno centomila persone, tutte con lo stesso problema, un po' di solidarietà, devo solo raggiungere la Statale a piedi. Lo faccio. Carico di zaino, portatile, borsone (e porca pupattola doveva accadere proprio oggi che non avevo il trolley ma quest'orrendo ed intrasportabile Spalding, non ho nemmeno la cinghia per tenerlo in spalla, mi sta segando le dita). Ma arrivo, in Statale. Le macchine camminano a passo d'uomo. Faccio l'auto stop, ci sono momenti che mi pare di farlo sempre alle stesse macchine perché a volte le sorpasso. Alla fine un'anima pia mi tira su. Torna a casa, a Reggio. Mi può portare alla stazione. Grazie. Non speravo tanto. E ci voglio davvero tre ore per arrivare. Tre ore. Quando infine arrivo, l'ultimo autobust sostitutivo è partito da mezz'ora (mezz'ora, vacca, mezz'ora). C'è un aliscafo per Messina alle 20:20. O se no, si passa la notte in stazione (che? ma siamo scemi?) e l'indomani si vede. Guardo su, in direzione di Matera. Non vogliono che sia oggi, amore. Come quando andammo a Praga. Ritenterò domani. Rassegnato, prendo l'aliscafo. Il biglietto stesso d'andata, annullato e rimborsato, mi riporta a Catania. Sono mogio e depresso. E la mattina dopo, i forestali sono ancora lì. Quando mai potrò rivederti, amore?

Pubblicato il 13/12/2004 alle 15.27 nella rubrica Oppure.

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