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Quello che vedi

Mi viene in mente un viaggiatore. Lo immagino un po' come uno dei personaggi 'gangester' di Ale e Franz, forse con quello stesso tipo di atmosfera. E con una valigia in mano; una valigia non molto grossa, ma in qualche modo in quella valigia c'è tutto il suo mondo; un po' come la borsa di Mary Poppins.

È abbastanza buio, e il viaggiatore è in piedi sulla strada, davanti ad una casa. La strada, non so, forse è uno sterrato. Forse porta a quella casa, forse parte da quella casa, forse semplicemente ci passa davanti.

La casa forse ha un giardino, forse no. Se c'è, non è molto ben tenuto. Potrebbe persino essere semplicemente un'accozzaglia di erbacce, alte, lunghe, forse cattive e minacciose, vista anche l'ora. O forse non c'è proprio, il giardino, quindi non so se il viaggiatore è davanti al cancello o davanti ad una porta.

Il viaggiatore è in piedi e guarda verso la casa. Guarda la casa, forse, o il giardino, se c'è. Però non si capisce nemmeno se il viaggiatore sta solo passando di là, e si è fermato un attimo a riposare, anche se è in piedi; o se è appena arrivato lì dove forse voleva arrivare, e non lo nemmeno lui stesso, o forse lo sa ed esita prima di aprire quella porta, quel cancello, o di chiamare per vedere se c'è qualcuno in caso; o se invece sta giusto giusto andando via, è appena uscito da quella casa, e si volta a guardarla un'ultima volta, forse con nostalgia, forse felice; non si capisce dall'espressione del viso.

Quello che vede il viaggiatore è la parete di facciata; forse è grezza, solo mattoni su mattoni senza nemmeno una mano di intonaco; o forse invece è ornata in qualche modo, o forse entrambe le cose. Ci sono finestre, sia al piano terra sia al primo piano; sia più su, se la casa ha più di un piano; se ha un tetto e non una terrazza, il tetto è obliquo, e ci sono degli abbaini. In tutti i casi, tutte le finestre sono chiuse; o forse no, ma comunque da esse non sembra trapelare alcuna luce; non che si possa percepire in queste condizioni di luce, né da qui, da dove si trova il viaggiatore.

Cosa potrebbe dire il viaggiatore sulla casa? Può forse dire che la casa è disabitata, da anni? O che è abitata, ed il padrone non è in casa? E se il padrone è in casa, cosa può dire su di lui (o su di lei)? Sa se il padrone è a conoscenza della presenza di lui, il viaggiatore, lì in strada? Magari è lì che lo guarda da una di quelle finestre, forse dall'abbaino. O forse sa che il viaggiatore è lì, per un motivo o per un altro, e lui, il padrone di casa, se ne sta in salotto, al centro della casa. Ed il suo camino magari è acceso, ma il fumo non si vede, perché il comignolo è dall'altra parte della casa, perché le condizioni di luce non lo consentono, chissà.

Anche supponendo che il viaggiatore sia appena uscito da quella casa, quante di queste cose può sapere, quante di queste può solo indovinare? E quelle che sta indovinando, in base a cosa le indovina? E se ciò che lui farà ora, andarsene o provare a rientrare in quella casa, dipende da ciò che lui pensa che stia facendo il padrone di casa, eppure non lo sa, ma può solo indovinarlo, quanto di ciò che indovina dipende dalle sue (del viaggiatore) paure? Quanto dalle sue speranze? Quanto dalle sue reali intenzioni? E quanto da quello che sa, o che per lo meno crede di sapere, sul padrone di casa?

Pubblicato il 5/5/2005 alle 13.35 nella rubrica Ad Personam.

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