Blog: http://oblomov.ilcannocchiale.it

Chez toi

... pensavo di restare finché tu non fossi tornata, ma diventa sempre più difficile.

I due giorni passati sono stati pieni, tra il compleanno di mia madre e quello di Alex buona parte del tempo è stata occupata da altro, sebbene questo altro fosse spesso un richiamo a te.

Ora tuttavia, che dovrei tornare a riempire il mio tempo con lo studio, scopro di non riuscire a farlo; leggo una, due pagine, ma tutto ciò che leggo mi risulta noioso, o perché troppo scontato o perché troppo artificioso. La molla ha perso la carica, se non addirittura l'elasticità.

Forse potrei trovare cose leggere con cui riempire questa attesa, cose che sempre mi appassioneranno, come la lettura dei fumetti. L'ho fatto. Non basta. Avrei bisogno di una scorta infinita di arretrati e novità, per lasciar cadere tutto il resto nell'oblio.

Ed anche allora, troppe cose mi riporterebbero a te, perché la nostra mente non lavora per pensieri esprimibili a parole, ma per incastri, analogie e parallelismi, ed ogni singolo stimolo sensoriale porta con sé una catena di concetti ed entità che occupano la mente, anche quando vi passano attraverso solo rapidamente, lasciando indistinte sensazioni di déjà vu.

Ho pensato a tante cose da dirti, in questi giorni. Belle, brutte; dolci, irate. Credo di aver attraversato tutto lo spettro (suppongo usuale) di sensazioni che si provano in circostanze del genere. Mi serve almeno a prendere coscienza di tutto ciò che so in maniera più solida, sebbene non mi sia difficile immaginare come tutto verrà cancellato se e quando succederà di nuovo. Per lo meno, grazie a qualcuno che non so chi è (o forse sì), so che tutto ciò ha un nome (ovviamente; cosa non ha un nome?).

E come sempre quando penso a cose da dire, mi sono fatto, letterlamente, un film; ho immaginato la scena, le scene. Spezzoni sconnessi, talvolta contraddittori. Una data plausibile mi sembrava il 24, domani, ma ho poi considerato che con la sopraggiunta libertà non hai motivo di essere qui prima di domenica, e che passerai quanto più tempo potrai con tuo fratello.

Ogni tanto mi alzo, mangio un po' della frutta che ho portato giù da Pedara, e passeggio per la casa. È abbastanza in disordine, e mi torna in mente che dovrei portarmi via tutto ciò che è mio, portare giù tutto ciò che è tuo, mettere un po' in ordine, lasciare le chiavi ad una persona di fiducia e lasciar perdere tutto. E so anche che molto probabilmente non lo farò, poiché raramente faccio le cose sagge che penso.

Prendere coscienza di ciò che sei, o sei diventata, per me non mi aiuta, poiché nonostante il mio daltonismo sono in grado di distinguere le sfumature nei rapporti interpersonali, pur non essendo in grado di dedurre il comportamento adatto. Chissà se questo dipende dal mio essere geek (ma meglio qui) e dal suo legame con la sindrome di Asperger. Più probabilmete, questa è solo la stessa suggestione che mi faceva formicolare le gambe quando leggevo la sezione sugli insetti del grande libro della Natura che avevo a casa (copertina diversa da quella nel link).

Ma sto divagando.

Pensavo, in origine, di spedirti un SMS con il cuore di questo messaggio. Poi un'email. So che comunque non riceverei risposta (come non l'ho ricevuta dopo averti inoltrato l'offerta di mia cugina per quel lavoro di grafica richiesto dall'istituto presso cui lavora lei —a proposito, fammi almeno sapere se ti interessa o no). Quindi l'ho scritto qui. Sbagliando, probabilmente, come al solito (e no, non mi sto commiserando).

Ti aspetto.



Pubblicato il 23/8/2005 alle 16.57 nella rubrica Ad Personam.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web